Buon Ferragosto

La Madonna del Manganello nel film Fascisti su Marte
Si venerava a Vibo Valentia durante il ventennio
Non conosce freni la politica del manganello che il Governo Berlusconi IV sta attuando da metà Maggio: chiunque si opponga è destinato ad essere schiacciato tra l’indifferenza del centrodestra e la berlina mediatica che lo stesso schieramento politico può mettere in azione. Padrone ormai di tre dei quattro poteri dello Stato (Esecutivo, Legislativo e l’informazione), l’ultimo baluardo prima della dittatura è rimasta la Magistratura. Ma nessun timore, a Settembre hanno già promesso di sfasciare anche quella. Perfino Famiglia Cristiana si è accorta del tunnel imboccato dall’Italia, e lo denuncia nei suoi editoriali: prima scagliandosi contro le leggi ad personam che si è affrettato a varare il nostro premier (editoriale del 23 Giugno), poi contro la legge razziale delle impronte ai bambini rom (30/06/08), ancora facendo una analisi dell’operato del Governo (“Un Paese da marciapiede”, 11/08/08) e infine denunciando lo stile “nostalgico” dell’azione di Governo(13/08/08), che fa la voce grossa e ricorre alla forza quando è sicuro della vittoria per mettere a tacere ogni dissenso.
Effettivamente, l’analisi del settimanale delle Edizioni Paoline non lascia campo all’immaginazione e arriva dritto al sodo: l’Italia ha un debito pubblico che qualche solerte collega definirebbe da terzo mondo e una possibilità di ripianarlo quasi pari a zero (rapporto debito pubblico/pil al 106%), salari da fame e debiti che gravano le famiglie, poveri sempre più in aumento. Il Governo invece sembra molto più preoccupato di aggiustare i guai giudiziari dei propri esponenti e pone come prioritari l’immunità totale per quattro cariche dello Stato, il blocco di centomila processi, il bavaglio all’informazione e alle indagini della Magistratura con la legge sulle intercettazioni. In più ci isola dalla comunità internazionale con atteggiamenti equivoci, tanto da far guadagnare agli Italiani la nomea di razzisti, approvano una legge indegna come quella delle impronte e dando risposte evasive, quando non incuranti, a chi chiede loro conto delle loro azioni.
L’UE ha redatto un resoconto allarmante sullo status dei movimenti razzisti in Italia, ma la risposta della Farnesina è stata la stessa che hanno dato Cina ed India in riferimento al Tibet e al Kashmir: sono affari nostri, non immischiatevi. Hanno varato una finanziaria piena di tagli allo stato sociale e invaso il Paese di soldati (La Russa li paventa anche nei cantieri edili come antidoto alle morti bianche, siamo alla follia pura), le leggi sono emanate direttamente dal Governo, formato da persone di fiducia (l’insegnante dei figli di Berlusconi, il suo segretario di fiducia, la velina che, scherzosamente, voleva sposare, tutti Ministri, o il suo avvocato Ghedini, parlamentare).
Chiunque si opponga alla loro arrogante avanzata viene bollato di comunismo, di fascismo o di altri epiteti a seconda dell’umore del momento: l’IdV tenta di denunciare questo status di cose, e il partito diventa un covo di forcaioli, reazionari, giustizialisti, comunisti e fascisti. Il Pd si è affrettato a prendere le distanze e insiste nel cercare un dialogo con il regime in nome della governabilità, e a creare televisioni in parallelo, tentando di battere Berlusconi sul suo stesso campo: a Veltroni manca solo l’elmo di Mambrino in testa e poi è pronto per affrontare i mulini a vento. Famiglia Cristiana non è sfuggita allo stesso destino: i suoi editoriali si possono definire duri, senz’altro, decisi, ma questo fa parte delle regole del giornalismo. Ma la voce del dissenso non è consentita, sono gradite solo le piaggerie. Se Berlusconi fa il saltimbanco con la scopa in mano sembra più che naturale che lo si chiami “Presidente spazzino”.
Uno dei metodi preferiti dal dispotismo del centrodestra è quello della querela: e infatti Gasparri si è affrettato a querelare il direttore del settimanale reo di avere criticato il suo operato a Marettimo con le ingiuriose parole di “predica bene e razzola male” e di aver chiarito che Gasparri “non ha nessun titolo per dare patenti di cattolicità” (pensate che affronto). Un vero e proprio fuoco di fila è partito dai banchi del PdL, con accuse di “cattocomunismo” e “criptocomunismo”; Giovanardi si è spinto ancora più in là e ha definito il linguaggio di Famiglia Cristiana “da manganellatori fascisti”. Ma allora, ci chiediamo, quando il PdL definisce il CSM una “cloaca massima”, quando afferma che “un Giudice è antropologicamente differente da un qualsiasi essere umano”, quando i loro alleati leghisti vanno avanti a forza di gestacci, insulti, e manifestazioni nei campi rom, quando chi è all’opposizione è un “forcaiolo”, quando chi propone un referendum abrogativo contro la porcata del Lodo Alfano viene definito “eversivo”, quando ancora pubblicamente e a più riprese si dichiara che la Magistratura vuole sovvertire il voto popolare… quando la politica del centrodestra è questa, con che faccia, con che morale possono dichiarare che chi dissente in modo fermo, certo, ma non volgare,e pienamente legittimo, utilizza un linguaggio da manganellatore fascista? La domanda, ovviamente, è retorica. Cercare una morale in un fascista è come cercare il mare a Chamonix.
Se da un canto la reazione del centrodestra appare naturale, poiché la reazione del picchiatore è l’unica che conoscono, dall’altra stupisce la deplorazione pubblica del Vaticano, che lascia il settimanale paolino privo di copertura: il direttore della sala stampa vaticana, padre Lombardi, ha infatti dichiarato che Famiglia Cristiana “non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza Episcopale Italiana”. L’affermazione, proprio perché intrinsecamente scontata, suona come un pesante monito e una sostanziale presa di distanza. Famiglia Cristiana infatti, in questi interventi, non si è mai sognata di fare da portavoce alla Santa Sede. E infatti padre Lombardi aggiunge, subito dopo: “Le sue posizioni sono quindi esclusivamente responsabilità della sua direzione”. Un così netto distacco dalle parole del settimanale fa supporre che il Vaticano appoggi sostanzialmente il Governo Berlusconi. Certo, il colloquio del 6 Giugno, con il famoso baciamano del Cavaliere in perfetto stile da “lotta per le investiture”, deve aver influito, così come le richieste del Papa per i finanziamenti alle scuole cattoliche.
Del resto, di che stupirsi: la Chiesa ha sempre appoggiato i regimi, ultimi quello franchista con la sua garrota, e il Cile di Pinochet, concedendo a quest’ultimo anche funerali in pompa magna.
Famiglia cristiana è avvertita.
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