L’ordinanza del sindaco di Adelfia: l’impossibile sicurezza del cortile di casa

Scatto in bianco/nero durante la festa di San Trifone
Due sparatorie in meno di 24 ore spaventano gli abitanti del paese diviso tra Montrone e Canneto
A seguito di un efferato omicidio di malavita, il sindaco di Adelfia preannuncia un’ordinanza per vietare l’accattonaggio, la prostituzione, il commercio ambulante non autorizzato (sic!) e la concessione della residenza a disoccupati e indigenti oltre che a pregiudicati. La prefettura lo ha convinto a ritirare almeno quest’ultima misura, di evidente incostituzionalità.
Ma è come se a Bari si vietasse la distribuzione serale di cibo agli homeless in piazza Moro, per impedire le sparatorie a Bari Vecchia.
Questa uscita è la conseguenza (prevedibile) delle nuove disposizioni del governo che conferiscono poteri ai sindaci in materia di sicurezza e, soprattutto, è figlia del senso comune e delle paure che la destra alimenta e spregiudicatamente usa: la questione sicurezza diventa emergenza nazionale, e a farne le spese sono le persone senza reddito e gli immigrati.
Come esponente dell’amministrazione comunale di Bari non entrerei così direttamente nelle decisioni di un altro Comune, se non fosse in ballo una dimensione di area metropolitana che impone una condivisione di strategie di area vasta. Che succederebbe se tutti i comuni dell’area si mettessero a caccia di mendicanti e prostitute ed espellessero gli “incapienti”? Un singolo comune non può aspirare ai vantaggi di partecipare alla programmazione metropolitana e, nello stesso tempo, illudersi di blindarsi in solitudine contro gli effetti del disagio sociale.
Adelfia, “cintura di Bari”, paga l’assenza di una politica urbanistica da parte delle sue amministrazioni, che hanno consentito il sorgere di quartieri dormitorio con abitazioni a basso prezzo, incentivando l’afflusso disordinato di residenti dal capoluogo.
Quali interventi sono stati attuati per l’integrazione sociale e culturale della comunità, dei vecchi e dei nuovi residenti? Perché una esperienza giovanile di socializzazione nota in tutta Italia, come quella del centro sociale Coppolarossa, è stata duramente estirpata dal sindaco di Adelfia, senza che il luogo dove aveva sede sia stato tuttora restituito a un qualunque uso pubblico, a vantaggio della comunità? Ed è amarissima beffa che misure così spietate contro i deboli siano minacciate (si spera, non attuate) da una città il cui nome in greco significa “fratellanza”.
Espellere i presunti devianti, colpevoli solo di essere poveri o precari, è odiosamente iniquo. Rinchiudersi nel “cortile di casa” è demagogico e dannoso.
Nella azione concordata contro la criminalità, ai comuni spetta soprattutto il compito dell’antimafia sociale: delle politiche di inclusione, di educazione, di partecipazione, di legalità e trasparenza amministrativa. In questo senso credo non si possa negare che il Comune di Bari qualche buona pratica per la solidarietà e per la sicurezza l’ha messa in campo.
Sappiamo che è insufficiente, che bisogna fare di più. Vorremmo farlo – abbiamo incominciato a farlo – con gli altri comuni, dentro la visione di un’area metropoltana nella quale le interconnessioni dei fenomeni e delle possibili risposte sono sempre più evidenti e ineludibili.
*Assessore per la Pace e l’Accoglienza al Comune di Bari
Commenti
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Ma chi crediamo di essere ?? la nostra sicurezza..,la nostra cultura..,le nostre radici..tutte cose destinate a scomparire come sabbia al vento,è stato è e sarà sempre così.Trovare soluzioni richiede pazienza. La sicurezza è possibile con la cooperazione creando le condizioni per una vita normale e lo sviluppo.Se cercassimo di capire il disagio,la disperazione,la povertà, i deboli, i bisognosi, sarebbe una vera vittoria
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Caro Assessore,credo che parlare di area metropolitana sia al quanto inopportuno,atteso che numerosi concittadini baresi non a torto rivendicano l’autonomia dal Comune di Bari.Ella piuttosto che contestare l’Amministrazione di Adelfia per non aver restituito a un qualunque uso pubblico la vecchia sede del centro sociale Coppolarossa,spieghi per quale ragione l’Amministrazione del Comune di Bari non assume iniziative per riqualificare e destinare a un qualunque uso pubblico.. contnua..
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… la Badia Sant’Angelo,Villa Giustiniani e l’ex Plesso della Scuola Elementare adiacente la Parrocchia San Marcello.Volendo potrebbe sollecitare l’Amministrazione della Provincia di Bari nella persona del presidente Dr. Vincenzo Divella, affinchè destini ad un qualunque uso pubblico la nota Villa Roth. continua….
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… Nella nostra città sono carenti i centri sociali per anziani,gli asili aziendali e i centri per malati di Alzheimer.Non mi dica che l’amministrazione del Comune di Bari insedierà tutto ciò ed altro ancora nell’area della ex Caserma Rossani,atteso che in quell’area potrebbe non essere disponibile neanche un metro quadro,stante le richieste avanzate all’Amministrazione Comunale da numerose associazioni che in detta area vorrebbero insediarsi.continua..
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… Benchè la Sua riflessione sia pacata e sincera,ritengo il Suo intervento strumentale.Non la penserieri a tal modo se Ella non avesse sostenuto “Questa uscita è la conseguenza (prevedibile) delle nuove disposizioni del governo che conferiscono poteri ai sindaci in materia di sicurezza e, soprattutto è figlia del senso comune e delle paure che la destra alimenta spregiudicatamente”.continua..
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come dice Famiglia Cristiana,speriamo che non ritorni il fascismo…………sono d’accordo con solosole,se pensassimo più ai bisognosi sarebbe una vittoria…..
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Caro Santini57,essere contro l’accattonaggio,la prostituzione e il commercio ambulante non autorizzato,non è prerogativa di chi intenda restaurare un regime totalitario,altrimenti a vario titolo numerosi Sindaci sarebbero da additare come fascisti,e tra questi anche il Sindaco di Bari che contro parcheggiatori abusivi e venditori di merce di dubbia provvenienza ha mostrato una fermezza tale da fargli guadagnare l’appellativo di Sceriffo.
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in effetti caro procivitae,non ero d’accordo con il nostro sceriffo,anche lui fece una campagna elettorale sulla sicurezza…..La prima cosa che ha fatto è stato quella di farsi vedere a piazza cesare battisti a togliere i parcheggiatori abusivi,in compenso la resa più pericolosa con il suo parcheggio che non finisce mai,sono due anni che l’ateneo aspetta………






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