Pechino è vicina, ma tanto le manca ancora
L’iniziativa di Azione Giovani
Egregio Direttore,
a seguito delle recentissime polemiche sorte dalle dichiarazioni di alcuni Ministri del Governo Nazionale a riguardo della opportunità della partecipazione degli atleti italiani alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino 2008, ritengo sia doveroso sottolineare ancora una volta le motivazioni più profonde che hanno indotto anche lo stesso Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ad esprimere una posizione determinata e forte.
L’attenzione pubblica non è ancora abbastanza informata sul clima di oppressione in cui si svolgono i Giochi Olimpici in Cina.
La dittatura militare – comunista al governo di Pechino se ne è tranquillamente infischiata di tutte le condizioni che le istituzioni mondiali le avevano imposto per ottenere la concessione allo svolgimento delle Olimpiadi.
La pena di morte continua ad essere applicata con costanza, crudeltà ed in assenza di ogni minima garanzia di giustizia, i diritti civili restano sotto il pesante giogo del regime, la libertà di culto viene repressa con durezza, la “politica del figlio unico” viene applicata con cinico rigore costringendo all’aborto milioni di cinesi, l’inquinamento ambientale ha raggiunto livelli impressionanti che mettono a rischio persino lo svolgimento delle competizioni sportive, l’economia cinese sta devastando il mercato italiano ed europeo grazie all’assenza di qualunque tutela dei lavoratori, la ‘politica’ degli uomini alla guida del partito comunista sta affamando la maggioranza della popolazione mentre loro ostentano con arroganza una ricchezza smisurata, ed infine, nell’indifferenza di troppi, si sta consumando un autentico genocidio umano e culturale ai danni del pacifico popolo del Tibet.
Da giovane sportivo ho sempre creduto che una competizione olimpica fosse la massima aspirazione per ogni atleta, ma è altrettanto vero che lo spirito di pace e la tutela dei diritti umani e civili debbano essere riconosciuti e fatti propri prim’ancora di qualsiasi evento sportivo.
Noi italiani ci auguriamo profondamente che la delegazione sportiva nazionale porti a casa il maggior numero di successi e di medaglie.
Ma mi chiedo: cosa potrà significare una medaglia olimpica vinta in Cina se non vi è da parte degli atleti stessi una profonda conoscenza della storia passata e odierna di una terra che si appresta ad ospitare la più grande competizione sportiva in assoluto per valori e storia?
E’ evidente che la vetrina della cerimonia inaugurale fa gola a tutti coloro che hanno sacrificato giorni interi degli ultimi anni per lavorare e prepararsi intensamente a questo importante evento.
Peccato però che il tutto si svolgerà sotto una parata di facciata di colori, coriandoli e fuochi artificiali che nasconde milioni di persone oppresse e sofferenti per le quali le telecamere non hanno ancora ottenuto la libertà di poterne raccontare in maniera trasparente la triste storia.
Azione Giovani, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, sarà presente dal 6 agosto all’8 agosto all’interno dell’aeroporto di Roma Fiumicino dal quale partiranno i voli per Pechino. Lì distribuiremo a chi è in partenza una cartolina con la quale invitiamo turisti, sportivi e tifosi a dire la loro durante la permanenza in Cina in difesa dei diritti umani e civili.
Francesco Fera – Membro Esecutivo Nazionale Azione Giovani
Commenti
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Ma perchè non rivolgete lo stesso appello a Confindustria chiedendo di bloccare tutte le iniziative commerciali e industriali in Cina? Ah no… business is business… Ipocriti!






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