San Girolamo, in bilico la dirigente del XXII circolo didattico

Lucrezia Stellacci spiega: “Se non riesce ad andare d’accordo con tutti ci saranno sempre ombre”
“Stella stellina non farla andare via, lascia la Inchingolo alla ‘sua’ scrivania”. E’ una delle scritte su poster, cartelloni e palloncini colorati che genitori e personale del XXII Circolo didattico di San Girolamo ha realizzato per la protesta di ieri davanti all’Ufficio scolastico regionale in via Castromediano a Bari. Il pomo della discordia è un provvedimento disciplinare deciso dalla direttrice dell’Usr, Lucrezia Stellacci, nei confronti della dirigente della scuola elementare e primaria del quartiere periferico barese, Maria Camilla Inchingolo. Ufficialmente la motivazione è la “carenza di capacità gestionali e relazionali delle risorse umane”, ma i millecento sottoscrittori della petizione pro-Inchingolo sostengono tutto il contrario e dubitano sulla decisione giudicandola frutto di scelte politicizzate.
Inchingolo è dirigente del circolo didattico dall’anno scolastico 2005-2006, una struttura di sette plessi, con 130 dipendenti e 1100 alunni, iscrizioni che vanno aumentando sempre più (dai 900 iscritti nel 2005 a 1100 di quest’anno). In tre anni la scuola si è aggiudicata, per la prima volta, una trentina di progetti finanziati da Comune, Regione e fondi europei. “Permetteva a genitori e adulti del quartiere di frequentare corsi gratuiti di informatica e inglese”, ha spiegato la signora F.C., madre di un alunno iscritto in terza elementare. E come lei al sit-in c’erano altri genitori, la vicaria della struttura Stefania Trentadue, il presidente del consiglio d’Istituto Ermindo Lanfrancotti, e le docenti. “Abbiamo lavorato per trenta ore con 300 bambini, a costo zero, a un progetto di educazione artistica ed è la prima volta che accade a San Girolamo – ha spiegato Chiara Minafra, consulente esterna della materia – faremo una mostra di tutti i disegni realizzati”.
Al sit-in è seguito l’incontro con la direttrice dell’Usr, dopo una strenue attesa. “Se la dirigente è tanto brava, perchè non dovrebbe andare a valorizzare un’altra scuola?”. Li ha accolti così, con tono ironico, tranquillo. Il comitato ‘Giù le mani dalla Inchingolo’ non ha dunque avuto soddisfazione dal confronto con la Stellacci, ma non si dà vinto. E neppure la direttrice dell’Usr. “Abbiamo sentito le ragioni dei manifestanti – ha spiegato al termine dell’incontro la Stellacci – ma avevamo ascoltato anche quelle dei docenti e dei genitori che non condividono il lavoro svolto dalla Inchingolo. Se la dirigente non è riuscita a ripulire la ‘spazzatura’, qui ci sarà sempre qualche ombra”.
Tutto è cominciato con un incontro tenutosi l’8 febbraio scorso nella scuola media Duse di San Girolamo, a cui hanno partecipato il sindaco, le autorità, la stessa Stellacci, Maria Camilla Inchingolo. In quell’occasione, ci ha riferito il consigliere circoscrizionale Michele Faccilongo (Fi) presente al momento dell’accaduto, la dirigente fu attaccata da docenti e genitori. Da qui, la decisione dell’Usr di inviare un ispettore nella scuola per capirne di più. Così è andata, ma la relazione ispettiva ha avuto esito negativo e ha costretto Stellacci a trasferire Inchingolo in una scuola di Conversano. Non una promozione, piuttosto un vero e proprio trasferimento d’ufficio. La dirigente ha, allora, proposto ricorso per un provvedimento d’urgenza al tribunale di Bari, affidato al giudice della sezione lavoro Spagnoletti, che il 24 luglio scorso si è riservata per la decisione il cui scioglimento è previsto nelle prossime ore.
Poi, le polemiche dei sostenitori di Inchingolo che parlano di un verbale ispettivo ingiusto. “A noi aveva detto che andava tutto bene, ci ha fatto anche i complimenti – ha giurato una docente, Titti Longobardi – è tutta colpa di 6 o 7 docenti e di pochi sparuti genitori”. “Se l’ispettore ha scritto un documento falso, denunciatelo”, la risposta secca di Stellacci. Ma stamattina si è parlato anche delle 1100 firme raccolte dai sostenitori della Inchingolo, ma anche di 237 sottoscrizioni “strappate” a genitori ignari e a residenti che con la scuola poco c’entrano. Tant’è che una ventina di loro ha successivamente dichiarato di aver firmato una petizione per la ristrutturazione di una pensilina e di aver poi scoperto che le firme servivano a fare trasferire la dirigente.
Intanto, a schierarsi dalla parte della presunta “vittima”, anche la Cgil provinciale, il rettore dell’Ateneo Corrado Petrocelli, il presidente della Provincia Vincenzo Divella, il Comune di Bari con gli assessori all’istruzione Pasquale Martino, allo Sport Elio Sannicandro e al Traffico Antonio Decaro, oltre ai consigli di circolo e ai collegi docenti dei sette plessi componenti il XXII Circolo. Tutti, con note ufficiali e mail, hanno espresso solidarietà e apprezzamento per il lavoro della dirigente con cui hanno collaborato in vari progetti didattici.
“Se la direzione regionale scolastica ha deciso per il trasferimento avrà dei buoni motivi. Tuttavia, le beghe scolastiche devono restare interne, la politica non c’entra”. Sono le parole del consigliere circoscrizionale di San Girolamo Michele Faccilongo (Fi), destinatario delle lamentele di genitori e docenti che hanno chiesto il trasferimento della dirigente. Secondo il consigliere, sarebbero tantissimi i docenti e i genitori favorevoli all’allontanamento. “Vengono da me e mi dicono che non condividono il lavoro della Inchingolo, dicono che è troppo dura”, ha continuato Faccilongo. “Sono dispiaciuto che accada tutto questo, non era mai successo prima”. Poi, ci sarebbe la questione dell’intitolazione a Emiliano della Sala multimediale della scuola. “Ma figuriamoci, che c’entra!”, ha glissato.
Commenti
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E bravo Faccilongo, dice che la politica deve stare fuori dalla scuola ma lui sta tutto dentro al problema o forse è il problema.Che faccia tosta. Si sta preparando alla campagna elettorale dell’anno prossimo.
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Mi associo al responsabile del Dipartimento Vertenze della FLC-CGIL di Bari, Camillo Carbonara;ritengo giusto non schierarsi dalla parte di nessuno se i fatti non si conoscono.E’compito della giustizia prendere decisioni sulla scorta di fatti.Inoltre la Dottoressa Stellacci,donna di grande leva morale,avra certamente avuto seri motivi per adottare tale provvedimento.
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Sembra strano come il Presidente dell’Associazione S.Cataldo,Natale Amantonico,sia sceso in campo a difesa della Dott.Inghingolo e non a difesa di genitori e residenti del quartiere,per il non accorpamento del plesso Marconi ad altra istituzione scolastica.
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A proposito della Dirigente del Circolo S Girolamo!
Pubb.to su: REPUBBLICA il 2/12/2005 a p. 14 nella sez: BARI
Lettere
…stud.ssa univ. … sc. form. 2723m primaria…” Avvicinata la direttrice (22° Circ Did Bari)… mi ha assalito con le sue urla … denotando una maleducazione ed una insolenza inaspettata e mai vista nelle mie esperienze … facendomi rimanere sbalordita Se l’ educazione dei nostri bambini è nelle mani di tali personaggi, dovremmo iniziare a preoccuparci seriamente. -
Si invitano il Sig.Rettore dell’Università di Bari Petrocelli, il Sig. Sindaco di Bari Emiliano, il Sig. Assessore alle politiche giovanili Martino,il Sig Segretario della Segreteria della Camera del Lavoro della CGIL Colonna e il Sig. Vicepresidente della Circoscrizione Fanelli ad acquisire informazioni sulle alre opinioni.
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…ma i rappresentanti delle istituzioni hanno parlato con gli studenti ed il personale dell’Istituto Panetti di Bari, dove la dott.ssa Inchingolo è stata insegnante, con il resto del personale della scuola San Girolamo, quelli che lavorano e quelli che se ne sono andati per disperazione e con tanti genitori che in questo momento pensano a godersi le vacanze, al posto di perdere tempo in queste chiacchiere?
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Vedere il tanto lavoro e il tanto impegno della direttrice per il miglioramento della scuola e del quartiere sempre e soltanto a favore dell’utenza, cioè DEI BAMBINI E DELLE FAMIGLIE,non solo non riconosciuto ma addirittura messo in discussione, mi rattrista e mi amareggia profondamente. Peccato, con lei si è riusciti ad imboccare la strada giusta… Confido a questo punto fiduciosa nella Giustizia.
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Cara prof.ssa Inchingolo, al di là della solidarietà forte che anch’io voglio manifestarle, raramente ho visto un caso come questo. Scorretto se non addirittura vergognoso il trattamento che l’Ufficio Scolastico Regionale sta riservando alla sua persona. Ma tant’è. Non si arrenda. La ringrazio per quanto ha fatto finora per le nostre scuole elementari e dell’infanzia.
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Esprimo piena solidarietà alla prof.ssa Inchingolo.La scelta di trasferimento promossa della dott.ssa Stellacci, dimostra una inusuale insensibilità ai problemi di questa periferia anteponendo ragioni di singole persone rispetto agli interessi di un intera collettività come dimostrano gli attestati di stima e solidarietà inviate da vari Organi di vertice Istituzionali . Confidiamo nell’operato della Magistratura. Il Presidente dell’Associazione S. Cataldo Natale Amantonico
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Come genitore di un ex alunno del XXII Circolo esprimo la mia solidarietà per il trattamento professionale ed umano che sta subendo la prof.ssa Inchingolo. Ribadisco il mio sconcerto e credo che sia giusto ricordare il ruolo di riferimento che in questi anni ha rappresentato per la nostra scuola. Esorto la prof.ssa Inchinolo a continuare la sua “battaglia” perchè con dispiacere riscontro che la lealtà, la professionalità e la dedizione al proprio lavoro non sempre rappresentano i veri valori.
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Gentile Camillo Carbonara,
abbiamo agli atti e presto pubblicheremo in versione integrale, un documento di solidarietà a firma di Pietro Colonna, segretario della Camera del Lavoro della CGIL.
Se esprimere solidarietà non significa (più) stare dalla parte di qualcuno (e le ricordo che vittima è virgolettato e quindi usato in senso metaforico, allora credo davvero che in Italia oggi non si capisca più nulla. Il direttore di barilive.it. -
In qualità di Responsabile del Dipartimento Vertenze della FLC-CGIL di Bari e di dirigente sindacale chiedo al Direttore di Barilive di precisare che l’organizzazione a cui appartengo non si è “schierata dalla parte di alcuna vittima”.
E’ in corso un giudizio e pertanto l’organizzazione FLC-CGIL di Bari attende che la Magistratura completi il suo percorso giudiziale.
Camillo Carbonara -
Chiedete poi al bravissiiiiimo responsabile del Dipartimento Vertenze della FLC-CGIL di Bari, sig.Carbonara Camillo com’è finita la vicenda della preside Inchingolo e del come e perchè decise di prendere le distanze rispetto al suo stesso sindacato?






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