Test Medicina, indagate 136 persone

Antonio Scotti

Tra queste anche il presunto ideatore della truffa Marcantonio Pollice

0 commenta

Sono 136 le persone accusate nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Bari sui brogli operati, nel settembre dello scorso anno, nei test d’ingresso alle facoltà di Medicina e Odontoiatria delle Università di Bari, Ancona e Chieti.  Ieri gli uomini della Guardia di Finanza hanno consegnato l’informativa conclusiva al sostituto procuratore Francesca Romana Pirrelli.

Tutte le 136 persone sono accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata. Tra questi anche il presunto principale responsabile della "macchina di preparazione e accesso" alle facoltà, Marcantonio Pollice. Insieme a lui la moglie  Paola Favaretto e il figlio Giulio, il ginecologo nonché consigliere comunale di An Giuseppe Varcaccio, l’informatico Francesco Avellis ed Emanuele Valenzano, papà di una studentessa che partecipava ai test d’ingresso. 
A questi bisogna aggiungere 53 studenti e 73 genitori accusati di truffa aggravata. L’organizzazione messa in piedi dalla famiglia Pollice, avrebbe consentito a decine di studenti di prepararsi ai test d’ingresso alle facoltà di Medicina e Odontoiatria. Se ai corsi intesivi preparatori lo studente avesse voluto affiancare un aiuto in occasione della  prova selettiva, bastava pagare agli organizzatori del corso una cifra che poteva arrivare a toccare decine di migliaia di euro.

Dalle indagini della Guardia di finanza ci sarebbero alcune intercettazioni telefoniche che comproverebbero il sistema messo in piedi. Infatti, una volta pagata la cifra concordata, i ragazzi avrebbero ricevuto dagli organizzatori della truffa  le risposte ai quiz del test direttamente sul telefonino .

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!