L’Arca dove si fa politica

Claudio Cimaglia

Da Dossetti a Emiliano, passando per Prodi, ma senza mai semplificazioni o facili etichette

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Continua il nostro reportage che ci sta portando a spasso per Bari alla ricerca di quei luoghi in cui la gente si incontra per discutere dei piccoli e grandi temi che investono la società, la cultura, la politica.
Stiamo assodando, in questo percorso, che c’è ancora tanta gente che avverte l’esigenza di riunirsi e confrontarsi, ovviamente con altra gente con cui condivide idee e progetti, a discapito di chi dice che oggi si pensa soltanto a sè stessi, ad arrivare alla fine del mese, a trovare lavoro al proprio figlio precario…
La nostra tappa questa volta è stata via Abate Gimma, 302, nel cuore del quartiere libertà, dove ha sede l’Arca Bari, un’associazione che ha nel consigliere comunale Carlo Paolini il proprio presidente.

L’Arca nasce nel febbraio del 1996 da due esperienze precedenti ossia un’associazione per la riforma della politica, la “Leonardo Sciascia” – successivamente chiusa – e dai “Comitati Rossetti per la Costituzione” di cui lo stesso Paolini fece parte del coordinamento nazionale.
“Alla luce di queste due occasioni – ci ha spiegato Paolini – è nata l’esigenza di dare vita ad un’associazione libera e trasversale”.
L’Arca allora vuole essere, ancora oggi, un propulsore, di elaborazione culturale e d’impegno nel politico e nel sociale che fa della città di Bari il proprio palcoscenico.
Ovviamente, malgrado il fatto che si tratti di un’associazione autogestita, e quindi non legata ufficialmente ad alcun partito, la maggior parte dei soci dell’Arca, o comunque di coloro che aderiscono alle varie proposte, politicamente di identifica a centrosinistra.
Il simbolo stesso dell’associazione in principio era una colomba che stringe un ramo d’ulivo, con cinque foglie, come quello della coalizione di cui Romano Prodi fu leader nel 1995. Successivamente, alla luce della caduta di quel governo e dei vari cambiamenti storici, sociali e culturali che hanno investito l’Italia, le foglie del ramo d’ulivo sono diventate sette, le altre due rappresentano sia la cittadinanza attiva organizzata sia la cittadinanza attiva non organizzata, ovvero i cittadini, a dimostrazione del fatto che non si vuol domiciliare la politica ma estenderla ad un pubblico più ampio.
Per quel che riguarda le attività interne bisogna innanzitutto partire dal fatto che non è necessario tesserarsi o essere iscritti ad alcun partito. La tessera che si sottoscrive presso l’Arca rappresenta solo un contribuito alla gestione dell’associazione, ma le attività sono effettivamente aperte a tutti coloro che desiderano prendervi parte.
Il gruppo operativo si riunisce una volta alla settimana, l’assemblea generale dei soci invece si incontra minimo una volta al mese. Questi incontri interni servono a scambiarsi le idee e stendere il canovaccio del programma di lavoro.
Le iniziative aperte al vasto pubblico riguardano temi di carattere locale e nazionale. Una volta scelto l’argomento, che spesso è un articolo di giornale, si da vita ad un passa parola, sia tramite telefonate sia tramite e-mail, e si invita o l’autore o comunque una personalità di spicco in quell’ambito.
Dopo la lettura dell’articolo, o del documento di riferimento, inizia la fase di discussione in cui tutti i partecipanti sono liberi di esprimere la propria opinione o commentare.
Il pubblico è decisamente eterogeneo. Agli incontri partecipano sia operai sia imprenditori, sia giovani sia maturi, atei e credenti. Tutto ciò rende possibile una visione completa della questione, sotto tutti i punti di vista e angolazioni della parti chiamate in causa.
Tuttavia non si tratta solo di un’associazione fine a stessa. L’Arca è anche un centro che da ospitalità a tutti quei comitati, movimenti e associazioni che, a causa dell’essenza di luoghi fisici in cui incontrarsi, si appoggia presso la sede di via Abate Gimma 302, per tenere le proprie riunioni e attività.
È il caso di associazioni come il “Comitato Marisabella”, il “Comitato Asse Nord-Sud” e una serie di associazioni gestite da giovani, di cui parleremo nelle prossima puntate.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.arcabari.it.

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