Emiliano ‘esporta’ in Serbia l’Agenzia per la lotta non repressiva

La Redazione

C’è la volontà di approfondire l’argomento per poter replicare l’esperienza barese

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Primo incontro istituzionale del sindaco di Bari Michele Emiliano, in visita in Serbia, nella città di Nis, per presentare il modello di lotta non repressiva alla criminalità organizzata adottato dal Comune di Bari. Questa mattina Emiliano ha incontrato, presso il media centar di Nis, rappresentanti dei tribunali e dei distretti locali, procuratori e vertici delle forze dell’ordine, sindacati e associazioni impegnate sul territorio, alla presenza di numerosissimi giornalisti della stampa regionale e nazionale.

“Siamo qui”, ha dichiarato Michele Emiliano, “per imparare e stringere legami. Conoscere realtà diverse dalla nostra e collaborare significa contrastare la criminalità organizzata globale con una rete di persone e istituzioni che hanno messo in comune esperienze e strategie. Per questa ragione, il Comune di Bari sostiene l’attività di Flare – il network che unisce 50 organizzazioni di ben 30 Paesi dell’area euromediterranea nella lotta alla criminalità organizzata”.

Emiliano ha, poi, illustrato alla platea le caratteristiche dell’Agenzia per la lotta non repressiva del Comune di Bari e le ragioni che sono alla base della sua costituzione. “Ci siamo resi conto”, ha detto, “che ai grandi successi giudiziari non corrispondevano attività volte a stroncare la pedagogia mafiosa, che incide principalmente sulla formazione dei giovani. E che le organizzazioni mafiose avevano dimensione di welfare in favore di affiliati e delle loro famiglie. Dopo le indagini e le condanne era necessario fare in modo che lo Stato si presentasse più forte nel rapporto con le persone e che facesse sentire la sua presenza non solo con la polizia e con i giudici, ma anche con quell’alternativa non repressiva che chiamiamo antimafia sociale. Bari è stato il primo Comune di Italia a istituzionalizzare questa strategia e a creare un ufficio che si occupa di queste tematiche”.

Il riscontro da parte dei presenti è stato positivo, da tutti è stata manifestata l’intenzione di approfondire l’esperienza barese per poterla replicare. “E’ la prima volta che partecipo ad una riunione pubblica dove si parla così chiaramente di mafia”, ha affermato un capo della polizia locale, “molte volte mi sono sentito solo in questa battaglia. Da questo confronto potrà venire un importante aiuto anche per stimolare i media locali, e quindi l’opinione pubblica, a distinguere ciò che conta per il bene della nostra comunità”.

Un giudice ha, invece, messo a fuoco i limiti della legislazione serba e la necessità di impostare nuove leggi per contestare la criminalità organizzata. “Il vostro modello barese”, ha commentato, “può essere enormemente utile per questo lavoro”.
Il presidente di un sindacato indipendente ha, infine, manifestato il desiderio di partecipare a iniziative comuni per contrastare il fenomeno della criminalità e della corruzione che “ancora non è chiaro quanto crea o quanto distrugge all’interno della società locale”.
La riunione si è conclusa con una conferenza stampa alla presenza di decine di giornalisti.

Nelle prossime ore Michele Emiliano sarà ricevuto dal sindaco di Nis Milos Simonovic e dai componenti della sua amministrazione, interessati a conoscere le strategie adottate dall’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata e i dettagli del protocollo siglato tra Comune di Bari e UNICRI (Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia) lo scorso 19 giugno.

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