Notte di stelle arrivederci

Lorenzo Vendemiale
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Notti di stelle, e di note. Quelle soffuse e avvolgenti di Brad Mehldau, pianista americano, nome di caratura mondiale del panorama del jazz contemporaneo.
L’appuntamento era per le 21.30 sul sagrato della Basilica di San Nicola; l’occasione, l’oramai ventennale manifestazione ‘Notti di Stelle’, avanguardia del jazz in Puglia e in Italia, giunto alla sua terza e conclusiva serata.
Qualche nuvola di troppo velerà le eponime stelle, i rumori, ‘respiri’ della città vecchia, infastidiranno un po’ l’acustica, i fari accecanti della Basilica forse toglieranno pure suggestione, ma la serata è assolutamente perfetta: l’organizzazione non conosce intoppi, ritardo ce n’è ma solo un filo, quel giusto, alla ‘barese’, il prezzo del biglietto non è irrisorio (14 €, nda) ma non allontana un pubblico importante, e alle dieci meno qualcosa è tutto pronto nell’atmosfera idilliaca del sagrato; al resto penserà la fresca brezza d’estate, lì per spargere i suoni dolcissimi di Brad.
Si comincia con presentazione, soliti ringraziamenti, e l’annuncio del divieto categorico di fotografare e filmare l’artista; il pubblico si mostra un po’ stupito e un po’ stizzito, la stampa pure – un paio di fotografi si vedono pure negati gli accrediti – ma tant’è. Poi una sorpresa più gradita: arriva Tullio de Piscopo, grande percussionista italiano, di passaggio con il tour di Pino Daniele. ‘Ciao uagliò’ è una maniera troppo napoletana per rompere il ghiaccio con un pubblico barese, e riceve un’accoglienza freddina, seguita da un pizzico di delusione quando si comprende che la comparsata prevede solo un saluto e nessuna esibizione; poi la sorpresa torna lieta, quando De Piscopo annuncia la sua certa presenza a ‘Notti di Stelle 2009’, promettendo per l’anno venturo foto e video di ogni sorta. La platea apprezza la boutade, e l’arrivederci è sentito. A De Piscopo seguita Giovanni Girone, presidente della Camerata Musicale organizzatrice dell’evento, che, commosso, annuncia la scomparsa del grande sassofonista Jonny Griffin, protagonista del festival l’anno scorso, e nel suo primo concerto nel lontano 1980, dedicandogli doverosamente la serata.
Dopo la triste parentesi, finalmente si comincia. ‘Un pianista strepitoso’ – lo annuncia Ugo Sbizà, esperto di jazz di fama mondiale. Brad Mehldau fa il suo ingresso non da dietro il palco, ma curiosamente dal parcheggio retrostante il parterre: magari scarseggerà quanto a senso scenografico, ma seduto al piano è quasi divino. Partono le note, fluenti, calde, eleganti, ma anche divertenti, ed ironiche. Prima lento e suadente, poi forte, e violento, jazzisticamente parlando, in un crescendo coinvolgente. Prima in trio, con Jeff Ballard alla batteria, e soprattutto Larry Grenadier al contrabbasso, a tratti protagonista indiscusso della serata, poi da solo, in virtuosismi imprendibili. Prima jazz, classico, puro, poi anche sofisticati arrangiamenti di altri mondi musicali, addirittura temi di Beatles, o Radiohead. Si va avanti per un’ora e più, indimenticabile per intenditori e appassionati. Alla fine, applausi, tanti: ad un grande Brad Mehldau, ai suoi compagni, ma soprattutto a ‘Notti di Stelle’ che si congeda stasera dal suo pubblico col fulgore di una cometa che promette di passar di nuovo dalle nostri parti molto presto. Arrivederci!

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Commenti

  • diva18 (utente non verificato)

    pezzo avvolgente….complimenti a lorenzo vendemiale….!!!Avvolgente, coinvolgete e suggestivo! Mi è sembrato per un attimo di essere stata su quel sagrato, l’altra sera…non si smette mai di imparare da nessuno!!!!