Morte neonato nigeriano, il “chirurgo” era ospite del Cara

Ancora irreperibile la donna che ospitava la mamma del piccolo
“Non si può morire per una pratica del genere”. E’ il primo commento del questore di Bari, Vincenzo Speranza, che oggi in conferenza stampa ha fornito ulteriori dettagli sull’incredibile morte del neonato nigeriano, morto dissanguato ieri mattina per una circoncisione fatta in casa. Il “chirurgo”, nigeriano di 28 anni, si chiama Eraborebi Eghaghe. E’ stato arrestato ieri, come già detto, per esercizio abusivo della professione medica e morte come conseguenza di altro delitto. Incriminazione assai più grave dell’omicidio colposo.
L’uomo era fino a ieri ospite del CARA (Centro assistenza richiedenti asilo) di Palese, dove è stato identificato. E’ lì dal 3 maggio, data in cui è arrivato a Bari direttamente da Lampedusa. Prima di arrivare in Italia è stato anche in Libia, da dove è partito perché guadagnava poco, secondo quanto avrebbe riferito agli inquirenti.
Operazioni di circoncisione le aveva già effettuate, forse anche a Bari, anche se in Africa era semplicemente un cacciatore.
Il 28enne, responsabile del dissanguamento del piccolo, ha operato con lamette affilate, olio di palma e di cocco. Era stato “ingaggiato” per 100 euro secondo consiglio dell’amica residente nell’appartamento dove è avvenuta la disgrazia, in viale Japigia 56. Il suo cognome è Esosa, di 30 anni, ancora oggi irreperibile. E’ stata lei, durante il cambio di un pannolino, ad osservare che il bambino non era ancora stato circonciso e a consigliare di farlo immediatamente.
Lei e la mamma, signora Orobosa di 25 anni, sono state denunciate a piede libero per omissione di soccorso.
La denuncia è scattata nel momento in cui si è scoperto che la circoncisione è avvenuta alle 9 della mattina precedente al giorno del decesso del neonato. Il che significa che per un giorno intero il piccolo ha perso sangue senza essere curato a dovere e portato in ospedale.
La donna e il bambino erano arrivati a Bari una settimana fa dalla Spagna, dove Orobosa ha ottenuto il permesso di soggiorno e dove si trova tuttora il marito, completamente all’oscuro di quanto stava succedendo dall’altra parte del Mediterraneo. I due, infatti, erano giunti nel capoluogo pugliese esclusivamente per motivi professionali: lei commerciante e doveva acquistare chincaglierie e pezzi di abbigliamento da rivendere in Spagna.
Non è ancora stabilito il giorno dell’autopsia, che sarà eseguita dal dott. Di Nunno.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito