La Politica dalla A(zione) alla U(universitaria)

Claudio Cimaglia

Giovani, schierati, seri: ci credono davvero e si vede

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Prosegue l’itinerario dei luoghi baresi dove si parla di politica.
Per quel che riguarda i giovani, sicuramente le università svolgono un ruolo fondamentale circa la divulgazione di idee e pareri. Nell’ambito del discorso “formazione”, di cui appunto l’università si fa portabandiera, non possono mancare degli organi che, oltre ai normali servizi interni pertinenti il reperimento di informazioni e consigli circa la vita di facoltà, forniscono anche dei momenti in cui la politica diventa il fulcro di discorsi e incontri.

Ecco quindi che all’interno delle varie facoltà esiste una serie di centri e associazioni, che col passare del tempo sono diventati dei veri e propri nuclei e punti di riferimento per un gran numero di studenti, che svolgono attività parallele e propedeutiche al regolare svolgimento delle lezioni.
Si tratta di veri “luoghi” che hanno lo scopo di organizzare iniziative rivolte alla popolazione universitaria sia di orientamento sia di supporto e approfondimento; il tutto in linea con il proprio credo.

Nella Facoltà di Giurisprudenza di Bari ha sede “Azione Universitaria”, un’associazione dichiaratamente di destra, collegata al partito di Alleanza Nazionale, che ha l’obiettivo di essere un punto di riferimento per gli studenti, sia per quel che concerne l’aspetto pertinente agli studi, sia per quanto riguarda attività parallele ad essi.
Azione Universitaria ha ufficialmente vita nel 1995, anno il cui a causa di processi politici più grandi, scomparve la storica denominazione di FUAN.
A detta dei partecipanti, trattasi di un movimento anticonformista che fa della lotta alle baronie e della meritocrazia universitaria i propri punti di riferimento. A tal proposito vengono organizzate una serie di iniziative di carattere culturale che ne rispecchiano la sensibilità politica.
Per citare alcuni esempi di battaglie sostenute dagli iscritti, si vuol ricordare quella per la riduzione delle spese telefoniche in Ateneo, per l’allargamento delle borse di studio, oppure attività volte all’organizzazione e gestione di corsi per l’aiuto allo studio e seminari di orientamento gratuiti e a numero chiuso.
Per questi scopi essi si avvolgono di personaggi di spicco del settore come, Marco Tarchi, Marcello Veneziani, Gianfranco De Turris, Alen De Benoist.
Non mancano anche iniziative di carattere più ludico ma, a differenza di molte altre associazioni collocabili in questo solco culturale, Azione Univeristaria miscela i due aspetti della vita degli studenti.
Il tutto avviene all’interno di spazi autogestiti dell’università; in ogni facoltà c’è almeno un’auletta di riferimento.
Si dà molto spazio anche a quei momenti dedicati prettamente alla politica. I membri di AU hanno un DNA ideale attraverso il quale si cimentano nei grandi temi di attualità che investono il panorama nazionale ed estero.
Tuttavia fa riflettere un dato su cui non è possibile sorvolare. Bisogna segnalare che per chiunque voglia entrare a far parte dell’organico di Azione Universitaria è sufficiente che si rechi in queste “aulette” e dichiari il proprio interessamento. Ci sono però altri modi in cui si raccolgono le adesioni.
Di tanto in tanto si vedono nei corridoi di facoltà, dei banchi su cui un gruppo di persone raccoglie le eventuali nuove adesioni. Accanto a costoro ci sono anche degli altri iscritti che fermano gli studenti nei corridoi proponendo buoni per parrucchieri, sconti presso panifici, riduzioni per certe discoteche e simili, in cambio dell’iscrizione al movimento. Tuttavia, chi di competenza non spiega al probabile tesserato che in quel momento si sta iscrivendo ad un organo di estrema destra e, quest’ultimo, attratto dalla prospettiva di un risparmio economico, anche considerevole, non si pone il problema e spesso e volentieri aderisce senza nemmeno rendersi conto di quanto sta accadendo.
Certamente non è bello che uno studente non sia informato sulla vita universitaria e su quanto avviene in maniera parallela, ma è anche vero che con questi comportamenti si va incontro a dei processi che rappresentano l’antipolitica.

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