La stretta sui Comuni: il malumore dell’Anci
‘’Una cifra inaccettabile: siamo all’allarme rosso’’. Cosi’, nei giorni scorsi, il Presidente ANCI Leonardo Domenici ha definito il contributo che la manovra predisposta dal Governo richiede ai Comuni italiani.
Un commento che si basa sulle analisi realizzate dalla Fondazione ANCI per la Finanza e l’economia locale (Ifel) che proiettano tale contributo sui singoli territori.
Da questa analisi – che da oggi è disponibile sui siti di ANCI (www.anci.it) e di Ifel (www.webifel.it), assieme ad una nota esplicativa – si evince, a solo titolo di esempio, che al Comune di Roma e’ richiesto un contributo alla manovra 2009 pari ad oltre 213 milioni di euro (con un pro capite di quasi 79 euro); a Torino di quasi 180 milioni di euro (pro capite: 199 euro); a Milano di 66 milioni di euro (pro capite: oltre 50 euro); a Reggio Calabria di oltre 21 milioni di euro (pro capite: 117 euro).
Ai Comuni viene dunque complessivamente richiesta una manovra, in riferimento al 2009, di 1 miliardo e 340 milioni di euro, come contributo proporzionale al peso del comparto al raggiungimento del miglioramento complessivo dei saldi di finanza pubblica. In pratica, con questa manovra i Comuni raggiungono il pareggio nel 2009, mentre lo Stato – ai sensi dei nuovi accordi intercorsi in sede europea – lo raggiungera’ soltanto nel 2011.
E tutto cio’ avviene nei confronti di un comparto, quello dei Comuni, che nel 2007 e’ riuscito a contenere all’1,97% l’aumento delle sue uscite complessive (Amministrazioni centrali +4,90% e Regioni +3,09%).
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