E non è ancora finita
Parisi e Masiello nel mirino.
Tanti acquisti tutti in una volta non si erano mai visti, e non è ancora finita. La notizia non è confermata, ma se un noto sito ci avesse preso, lo stesso Alessandro Parisi (terzino sinistro del Messina, dal mancino al fulmicotone, con un passato nel giro della Nazionale maggiore, ma persosi poi per strada negli ultimi anni) avrebbe pressochè ufficializzato il suo prossimo approdo in Puglia, coprendo così di fatto anche il tassello sulla sinistra lasciato vuoto dal ritorno al Chievo di Marchese.
Cosicchè a quel punto, se fosse vero, l’unico vero posto vacante sarebbe in attacco, dove il Barreto o il Cellini di turno non è ancora arrivato, ma dove, numericamente iparlando, l reparto è più che a posto, potendo contare sull’esperienza di Cavalli, la voglia di rivalsa di Volpato e sulla freschezza dei vari Bonvissuto, Caputo e Maniero.
Con l’arrivo di Rivas e Siligardi (senza contare il possibile arrivo di Masiello) anche le fasce sembrano a posto e compensata appare la perdita di Lanzafame e Bonanni (anche se ovviamente i neo acquisti dovranno dimostrare poi sul campo tutto il loro valore, che sulla carta al momento non è affatto da trascurare).
In porta poi brillante si è rivelata a nostro avviso la scelta di Santoni, portiere di grande esperienza, valida alternativa a Gillet, ma non solo, potendo di tanto in tanto rilevarlo nei compiti, garantendo così all’estremo difensore belga di non fare gli straordinari dell’ultima stagione, ultime partite a parte, dove ebbe modo di ritagliarsi il proprio spazio l’encomiabile Spadavecchia.
La difesa, con la riconferma di Galasso e Masiello, ha messo a segno due grandi colpi. La fascia sinistra (Parisi? Marchese?) rimane ancora un rebus (domani forse si saprà di più), mentre c’è curiosità di vedere all’opera Maric. Naturalmente quella di Belmonte è stata una perdita importante, ma il giocatore aveva richieste interessanti e non sarebbe stato giusto tarpargli le ali.
A centrocampo l’impostazione della manovra verrà affidata a De Vezze, senza dimenticare Donda, che, se in condizione fisica e soprattutto psicologica, non teme confronti. In realtà, in quella zona del campo, è chiaro che l’arrivo di un Carobbio, sebbene potenzialmente in grado di incrinare gli equilibri interni di un reparto che annovera anche Gazzi e Bianco, accrescerebbe di molto il tasso qualitativo.
Senza nulla togliere agli altri elementi, vecchi e nuovi, di una rosa chiaramente più competitiva di quella della passata stagione, plasmata da un allenatore, Antonio Conte, che con i giovani ha dimostrato di saperci fare e che dovrà adesso avere l’abilità di condurla verso lidi più ambiziosi di quelli dell’anno scorso, che siano essi i più alti possibili, senza fare da adesso troppi voli pindarici, che rischierebbero soltanto di destabilizzare l’ambiente.
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