Al via i saldi. Ma i soldi?

Antonio Scotti

Per le strade serpreggia la crisi e per molti scatta la ricerca all’affare

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Via, si parte. Con tre giorni di ritardo rispetto a Napoli e Genova, comincia oggi a Bari la stagione dei saldi estivi. Un momento cruciale per migliaia di famiglie alle prese con la crisi economica, oltre che per le casse eternamente malandate degli esercizi commerciali. Ieri, davanti alle vetrine di molti negozi d’abbigliamento del centro murattiano, in parecchi si sono ieri fermati a prendere appunti sui costi o a puntare l’abito firmato da accaparrasi. “Mi tocca scrivere i prezzi di ciò che dovrò comprare per verificare se lo sconto è reale o fittizio” racconta Valentina Castri, 36enne impiegata.
Ad essere presi di mira sono in particolar modo le vetrine delle più rinomate boutique, dove sono molti a sperare di potersi permettere un abito da sera o un capo di stagione: “Aspetto ogni anno questi giorni – riferisce Flavia L., casalinga –. E’ sempre più difficile mettere da parte un po’ di soldi per fare le compere e così non ci resta che aspettare il mese di luglio per poterci permettere anche noi un bel vestito”.

Dello stesso avviso anche una coppia di anziani a spasso per via Sparano:  “Con la pensione che ci ritroviamo è difficile pensare di acquistare qualche vestito, limitiamo molto le nostre compere e quando arrivano i saldi proviamo a vedere se possiamo permetterci qualcosa”.

Qualche commerciante, però, ha iniziato a mettere a saldo i propri prodotti fin dai giorni scorsi:. “Mi hanno fatto lo sconto del 25% su questa gonna – dice Tina Isatti, studentessa 20enne -. Spero che domani non ci sia un ulteriore sconto, ma la paura di perderla è stata tanta e pertanto ho deciso di acquistarla”.

Come ogni anno le associazioni dei consumatori hanno diramato alcune regole basilari per evitare spiacevoli sorprese prima, dopo e durante gli acquisti. Tra i consigli è importante ricordare quello di conservare sempre lo scontrino: non è vero infatti che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso, entro massimo due mesi.

Sono da evitare, inoltre, le vetrine dove oltre a non essere esposto nulla vengono attaccati manifesti giganti che propongono sconti superiori al 50%: spesso nascondono merce di vecchia stagione.  Da nopn dimenticare, infine, che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e la percentuale di sconto applicata.

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Commenti

  • SANTINI57 (utente non verificato)

    ma ci sono i soldi? il governo dovrebbe fare i saldi,e dare un po’ di soldi agli italiani……..stiamo in piena Austerity e nessuno lo dice………speriamo per i nostri commercianti,ma la crisi è lunga…