Inceneritori: “un pericolo per la salute e l’ambiente”

Claudia Bruno

Sotto accusa le nanopolveri emesse dagli inceneritori, tossiche per l’organismo

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Sembra essere diventata l’unica possibilità per risolvere l’emergenza rifiuti. La costruzione di nuovi inceneritori procede senza sosta anche in Puglia, quasi a voler scongiurare il pericolo di una “seconda Campania”. Ma le polemiche sulla reale sicurezza di questi impianti continuano di pari passo, sollevando timori sulla loro pericolosità per la salute e l’ambiente. A denunciarne i rischi Stefano Montanari, Direttore Scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics, intervenuto ieri sera nell’Auditorium ControRadio, insieme al giornalista Cosimo Forina.
Negli inceneritori, i rifiuti vengono smaltiti mediante un processo di combustione ad alta temperatura che dà come prodotti finali emissioni gassose, ceneri e polveri. Gli impianti all’avanguardia permettono di utilizzare il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti per produrre vapore, poi usato per la produzione di energia elettrica o come vettore di calore. Sarebbero questi i cosiddetti “termovalorizzatori”, neologismo usato spesso, ma condannato dall’Unione Europea perché fuorviante nei confronti dell’opinione pubblica.
“È un esempio della carenza d’informazione su questo tema”, spiega Montanari. “Si dicono falsità o si minimizzano i rischi di questi impianti, presentandoli come l’unica soluzione efficace e pulita per lo smaltimento dei rifiuti. Quello che non si dice, è che gli inceneritori producono nanopolveri estremamente tossiche, che, inalate, possono attaccare ogni organo del corpo causando, nei casi più gravi, sarcomi, linfomi, leucemie ed altri tipi di cancro”.
Anche gli impianti più sicuri riescono a filtrare solo le PM10, particelle microscopiche il cui diametro è uguale o inferiore ai dieci millesimi di millimetro, ma non sono in grado di bloccare le PM2,5 e le PM0,01 emesse nella combustione, particelle ancora più piccole e proprio per questo ancora più pericolose.
“Tutte le ricerche scientifiche hanno dimostrato i danni provocati dagli inceneritori, per quanto noti esponenti del mondo politico e scientifico abbiano tentato di negarli, per interessi economici”. Diretto e durissimo l’attacco contro Umberto Veronesi, l’oncologo che aveva definito “assolutamente zero” l’impatto degli inceneritori sulla salute delle persone.
Nel suo libro “Il girone delle polveri sottili”, Montanari illustra la pericolosità di queste particelle inorganiche, insolubili né in acqua, né nei grassi, praticamente eterne. Infinite le sorgenti: traffico cittadino e aereo, fonderie, centrali elettriche, cementifici e, naturalmente, gli inceneritori.
La soluzione? Almeno per lo smaltimento dei rifiuti la strada sembra chiara: bisogna puntare su una raccolta differenziata seria e ben organizzata, come già si fa in altri Paesi, diffondendo fra i cittadini la cultura del recupero e del riciclaggio dei rifiuti.

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Commenti

  • lupo76 (utente non verificato)

    Veronesi dovrebbe dire quante percentuali ha acquistato dalla varie case farmaceutiche.Dovrebbe ricordaci quanti hanni ha e se ha interessi politici…Poi ne potremmmo discutere.
    E’ padrone di parte di alcune case farma;
    E’ ormai vecchio e figurati se ha timore di prendersi malattie;
    E’ un Politico;
    Facciamo due conti….

  • SANTINI57 (utente non verificato)

    il presidente della regione,dovrebbe indire un bando a tutte le università di puglia ,per un progetto di inceneritore ad impatto zero,quella che supera il bando con le dovute prove che si fanno per la ricerca scentifica,si danno i finanziamenti…….se non si danno soldi alla ricerca,non andremo mai avanti…….