Andrea Fiorito e il suo The Flame

Antonella Ardito

Il deejay barese in trasferta a Berlino

5 commenta

Una serata da non perdere questa sera al Bylla’s di Capitolo: un appuntamento da intenditori ma aperto al grande pubblico della notte con due stelle del panorama musicale internazionale. Mike Shannon e Andrea Fiorito insieme per un back to back, uno spalla a spalla, un cambio vorticoso di suoni e suggestioni a botte di buona elettronica. Fiorito è un deejay barese ormai famosissimo in Germania. Classe 1980, capelli biondi, occhi azzurri, ha lasciato Bari per trasferirsi a Berlino due anni fa: è dj dal 1994 e produttore dal 2000. Dal 2002 lavora in esclusiva per l’agenzia The Flame (che detiene anche l’etichetta The Flame Recordings). Attualmente vive e lavora nella città tedesca come dj e produttore. Con l’etichetta The Flame Recordings ha pubblicato finora quattro lavori: Incastri, A night in Berlin, Esercizi di composizione e Santa noche.
“Suono da tempo ormai, ma qui a Bari non riuscivo più a fare qualcosa di speciale: non rinnego la mia città, ogni volta che torno sto benissimo, ci sono i miei affetti, ma Berlino è la New York europea, in due quartieri ci sono artisti di ogni parte del mondo e hai la possibilità nel mio campo di confrontarti con persone di esperienza”. A Bari invece è difficile fare scouting, c’è poca voglia di investire sulle cose nuove: “qui seguiamo le mode, ma quelle peggiori – spiega Fiorito – basti pensare ai grandi store di abbigliamento, prendiamo tutto purchè a poco prezzo. Non è così che deve andare: per fare qualcosa di buono servono idee innovative, e se si deve copiare è importante farlo da chi sa lavorare”.

Con Mike Shannon per la Cynosure, l’etichetta del musicista canadese, Andrea sta per far uscire un disco, a settembre: “lavoro bene con lui, è una persona aperta al confronto, e non è semplice in questo ambiente, dove c’è tanto da studiare. Io sto 12 ore al giorno di fronte al computer a comporre: il software è un labirinto. Io credo che il lavoro fatto con l’elettronica sia un nuovo jazz: c’è qualcosa fuori dagli schemi, pensate ad una balera tedesca degli anni ’20 e riproponetela nel nostro tempo. Siamo in presenza di uno swing tecnologicamente avanzato, nel quale io metto anche la mia anima latina”.
Andrea ricorda poi come è necessario fare chiarezza sul concetto The Flame: “io lavoro per un’etichetta, The Flame Recordings, che distribuisce anche in Germania, con ottimi risultati. Stiamo cercando di liberare le serate dalla droga, dalle negatività viste in questi anni. Bisogna smetterla di fare l’equazione elettronica = pasticche. A noi che lavoriamo non sta bene, e non sta bene a chi ama il nostro modo di fare musica”. Per Andrea dopo la parentesi barese ancora tanto lavoro e studio: “devo riprendere a studiare pianoforte, e ad ascoltare altra musica. Ultimamente è stato il jazz protagonista dei mie ascolti, trent’anni di dischi dal 1910 al 1940. Qualcosa di splendido”.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!