Museo Nicolaiano, tra incuria e speranza di resurrezione
Si trova in Strada Vanese, alle spalle della scuola media San Nicola l’edificio destinato ad ospitare il Museo Nicolaiano. Oggi Michele Emiliano ha dato formalmente il via ai lavori, affidati all’A.t.i. Sportella Antonio & Rocco S.n.c. associata con la mandante Giuseppe Pietro Urbano con sede a Oppido Lucano. 1.394.000 euro, finanziati dai fondi Por 2000-2006 per rimettere a posto i locali, dotarli di un’aula multimediale e permettere così un culto di san Nicola più consapevole, fondato su testimonianze storiche e visibili: la durata dei lavori è prevista in 360 giorni. La ristrutturazione dei locali era stata avviata dalla giunta Di Cagno Abbrescia con un finanziamento di circa tre miliardi delle vecchie lire negli anni 2002-2004. Ma oggi quei locali patiscono la chiusura e le ingiurie del tempo (e dei baresi incivili): nel cortile di ingresso vetri rotti e buste di immondizia, all’interno e all’esterno la predisposizione del sistema di videosorveglianza ma i muri che piangono acqua e sale.
L’umidità sale sulle volte a botte destinate ad accogliere arazzi, pergamene e paramenti sacri, almeno 75 pezzi compresi tra il 939 d.C e oggi, compresi i doni degli Zar di Russia Alessandro II e Nicola II.
“Abbiamo 28 anni di ritardo nei confronti di San Nicola – ha spiegato il sindaco Emiliano – e mi vengono in mente i 17 del Petruzzelli, i 24 delle cooperative edilizie, i 12 anni passati prima dell’abbattimento di Punta Perotti. Ora però saldiamo il debito con San Nicola, e per i pellegrini ci sarà finalmente un percorso didattico. Ma ci sarà soprattutto per i baresi”.
“Abbiamo fatto tutto in gran segreto – ha sentenziato poi Padre Damiano Bova, rettore della Basilica – dal 1985 lavoriamo al progetto Cittadella Nicolaiana, nel 1999 c’è stato l’intervento per la Basilica e poi a seguire per il palazzo priorile, ora tocca al museo, dove metteremo anche l’altare in argento”. Emiliano ha anche promesso un impegno per la ricerca dei fondi per gli interventi futuri nell’ambito dei finanziamenti europei, ma non ha lesinato una bacchettata al suo predecessore: “non riesco a capire perché sia stato adottato questo metodo nei lavori (riferendosi all’intonacatura delle pareti) e perché le cose non siano state portate a termine”.
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