L’italia dei Valori fa il punto

“Ciò che di buono è stato fatto non viene comunicato adeguatamente ai cittadini”
Entrati in consiglio comunale sulla cresta dell’Onda Emiliano, i quattro consiglieri Federico Pirro, Michele Fanelli, Piero Cardanobile e Rocco Lagala oggi costituiscono il gruppo dei dipietristi al Comune di Bari, forti anche di un assessore, Francesco Paolo Sisto, che oggi ha in parte ereditato alcune delle deleghe dell’On. Cinzia Capano. In Comune appoggiano la Giunta Emiliano, ovviamente si dirà, ma coerenti con il loro maestro e donno Antonio Di Pietro, amano una certa autonomia propositiva e movimentista che li ha portati, ad esempio,a rendere pubbliche le loro priorità in questo scorcio di consiliatura.
Vediamole.
L’accorpamento degli uffici giudiziari passa attraverso due soluzioni che negli anni si sono individuate con le denominazioni di arcipelago e cittadella. La prima ipotesi non si è ancora riusciti a proporla in termini chiari e leggibili come invece è stato possibile per la seconda che, rientrando in un project financing, è esattamente definita in ogni aspetto. Il cosiddetto arcipelago non fornisce risposte ai problemi finanziari e ad altri decisivi aspetti, si che un reale raffronto non è allo stato possibile. La cittadella è pertanto destinata a prevalere, come peraltro emerso nel lungo e per molti versi incomprensibile percorso giudiziario, costellato da dichiarazioni e prese di posizione francamente incomprensibili. E’ pertanto necessario e urgente avviare un percorso che al più presto tornisca una risposta, badando ad evitare iniziative che possano pregiudicare le più probabili soluzioni.
Annosa anche la questione legata al porticciolo turistico, la cui mancata soluzione ha comportato nell’ultimo trentennio la perdita di cospicui apporti in termini economici e occupazionali, un danno evidente alla naturale vocazione turistica della città, ricca di una costa che merita la giusta valorizzazione. Le obiezioni vanno affrontate e non lasciate a paralizzare opportunità che altrove hanno fruito di ben altra gestione, a tutto vantaggio di un equilibrato sviluppo.
Altro nodo la “Casa del dopo” ovvero le strutture ricettive per disabili rimasti soli per la scomparsa dei genitori e per l’impossibilità di congiunti a provveder loro. In altri Paesi queste “Case” sono un fatto scontato, ordinario come scontato e ordinario può essere un Pronto soccorso o una scuola elementare. Di solito si costituiscono fondazioni con i lasciti dei familiari e quella parte di utili che gli istituti di credito sono obbligati per legge a devolvere in iniziative solidali. Soluzioni esterne vanno valutate e privilegiate se non si è in grado di curare in loco adeguate iniziative.
Il problema del traffico può trarre vantaggio da un piano di parcheggi sotterranei in prevalenza pertinenziali da realizzarsi nelle periferie come un cordone che faccia da cintura al centro e quindi liberi aree in superficie aumentando disponibilità e agevoli la congestione nelle vie centrali.
Capitolo a parte quello della sicurezza che non può certamente essere in via esclusiva affidala a manganelli, spray e addirittura all’esercito come si vorrebbe dagli uomini forti della maggioranza nazionale: C’ è piuttosto da non
ostacolare l’attività della magistratura con norme che nessun Paese libero e democratico si è mai sognato di emanare. Il nodo di fondo è culturale ed economico insieme: educare i cittadini ad esser tali sin dalle elementari e creare occupazione anche attraverso le iniziative già richiamate.
Sul piano culturale IdV ritiene irrinunciabile ogni possibile sforzo in favore delle tradizioni locali che rappresentano il meglio della memoria di una comunità; disperderla e cancellare l’anima di un popolo, svuotarne il futuro.
Ci si deve perciò impegnare per la nascita di una “Accademia delle tradizioni popolari” che possa fruire di un adeguato sostegno pubblico. In questo ambito è necessario disporre di tutte le competenze, di tutte le sensibilità perché
organismi specifici – si pensi al Comitato scientifico per il Corteo storico – non si isteriliscano nei soli ruoli burocratici e possano invece aprirsi a chi può meglio fornire contributi migliorativi. Che sia questa la strada da percorrere è confermato dagli sforzi che l’Amministrazione sta sopportando perché Bari vecchia divenga patrimonio dell’Unesco.
Urgente, indispensabile rendere consueto il rapporto fra assessori e consiglieri, una frequentazione che in questi primi quattro anni di amministrazione di centrosinistra non si è riusciti a realizzare come fatto compiuto. Un confronto serio sulle materie da sottoporre all’aula evita che le perplessità emergano in consiglio a tutto danno dell’immagine di chi governa,
ma soprattutto della possibilità che ciascun consigliere e ciascun gruppo possano consapevolmente decidere e quindi rafforzare lo spirito della coalizione. In questi anni è capitato troppo spesso che provvedimenti, pur buoni, siano stati ritirati per la difficoltà di alcuni di cogliere alcuni aspetti a favore di una votazione chiara.
Altro sforzo da compiere è l’instaurazione di un proficuo dialogo fra assessorati e, per le rispettive materie, i delegati del Sindaco. Lo scambio di esperienze e competenze è a tutto vantaggio di una sana amministrazione che non può attardarsi in gelosie o rifiuto di interventi vissuti come sgradite interferenze. Un errore, anche questo a tutto danno della piena e migliore
funzionalità dei vari settori.
Di carattere generale, perché non riferibile a specifici settori, i temi dello sviluppo economico con relativo impulso all’occupazione. Su questo, IdV suggerisce e chiede la costituzione di una vera e propria “Task force” che svolga un ruolo d’eccellenza nell’ambito del Piano strategico. La disoccupazione riteniamo sia possibile se non sconfiggerla, ridurla a livelli
fisiologici se si riesce a gestire le risorse secondo criteri che non provochino dispersione.
In questo stesso senso dall’Amministrazione comunale deve venire un forte contributo a sostegno delle scuole perché accanto al nutrimento materiale, vi sia quello culturale che aiuti anche il corpo insegnante a fornire elementi di
conoscenza che rendano i giovani allievi più consapevoli del tempo che li vede protagonisti e di quello che lo ha preceduto; un rimedio all’ignoranza che non di rado trasuda dai mass media; una risposta ai troppi disvalori che lì assediano fino a snaturarne le propensioni.
Altro aspetto sul quale l’IdV intende spendersi senza riserve è la comunicazione. Sono infatti certi che un sondaggio darebbe risultati sconfortanti sulla conoscenza delle tante e buone cose realizzare dall’Amministrazione di centrosinistra. Comunicare è anche far capire, comunicare è coinvolgere, comunicare è dialogare, comunicare è utilizzare al meglio gli strumenti che la
tecnologia offre. Perché non studiare come realizzare percorsi che consentano, secondo la normativa, la diffusione di quanto esce da giunta, assessorati, riunioni consiliari, dai singoli consiglieri. Uno sforzo in questa direzione è suicida non compierlo.
Commenti
-
la cosa + importante è che anche l’IDV ha occupato le poltrone…
poi tutto il resto è noia!!!!! -
Ora comprendo perchè i 4 consiglieri Piro,Lagale,Fanelli e Cardanobile sono usciti dalla lista civica: 1) perchè sono stati stregati dalla cittadella della giustizia di Pizzarotti 2) perchè ritengono il sindaco Emiliano incapace di gestire il coordinamento dell agiunta da lui nominata 3) perchè vogliono occupare le poltrone e le poltroncine.
-
L’On.le Antonio Di Pietro e quanti partecipano all’IdV dopo aver assunto il ruolo di poeti e romantici della politica,hanno rivendicato la piena attuazione, non del programma,bensì del manuale Cencelli.I proverbi non si sbagliano mai :Carmina non dant panem.Speriamo che in più d’uno non continui a pensare all’IdV come al regno dei puri e disinteressati alla gestione del potere.
-
ma cosa è stato fatto di buono in 5 anni di amministrazione della città???
Probabilmente le svariate consulenze e la spartizione delle vostre comode poltrone?? Sta arrivando il cambiamento…dopo le politiche per la sinistra ci sarà la smobilitazione anche al comune di Bari!!!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito