Il centrodestra pugliese boccia il Piano della Salute
Palese (Fi): “Un piano pilatesco, manca di programmazione e di scelte strategiche”
Un Piano alla Ponzio Pilato, senza scelte nè obiettivi e senza un’analisi dei fabbisogni della popolazione sanitaria. Un Piano approvato con tre anni e due mesi di ritardo, che genera delusione e preoccupazione. Si schiera così la maggioranza di centrodestra regionale capeggiata da Rocco Palese, capogruppo di Forza Italia. “Le prime 181 pagine del Piano – ha spiegato Palese – possono essere state prese da qualsiasi manuale o dispensa che tratti la materia; riportano solo dati e criticità ma non delineano affatto strategie e non effettuano scelte”. Manca il profilo epidemiologico, la stratificazione della popolazione in base a fasce di età, l’analisi dell’offerta sanitaria, i bisogni della popolazione e la sostenibilità finanziaria. Dove sono, si chiedono.
Un contrasto secco, preludio di un voto sfavorevole in Consiglio. E i tempi sono ancora lunghi, anche per il differimento delle proposte d’esigenza della popolazione pugliese ai direttori generali che entro sei mesi, “non si capisce come e in base a quali criteri, dovranno fare le loro proposte”. Ma l’inadempienza del governo regionale, secondo l’opposizione, avrà la sua buona causa anche “perché non ha presentato un piano di rientro triennale per il deficit sanitario del 2006 e del 2007 per non parlare del 2008 di cui non sappiamo ancora nulla”.
Roberto Ruocco (An) incalza sulla perdita di tempo lunga sei anni perché “se avessimo seguito la strada della razionalizzazione indicata dal Piano Fitto, oggi non saremmo in questa situazione con un deficit che cavalca al di là delle nostre aspettative”. Per Surico (Gruppo misto) è troppo forte lo sbilanciamento verso il privato. “Si parla di chiudere 23 ospedali, ma è proprio in alcuni di questi ospedali che si continua a inaugurare nuovi reparti”. Il consigliere Damone (La Puglia Prima di Tutto) eliminerebbe la legge che ha istituito i 102 distretti socio-sanitari e Ignazio Zullo ha sottolineato l’assenza di una regolamentazione dell’assistenza nelle nuove patologie come la dislessia, la Sla o l’autismo.
Sergio Silvestris (An), ha ironizzato, concludendo gli interventi, sulle “palesi contraddizioni della maggioranza di centrosinistra che in campagna elettorale criticava alcuni atteggiamenti del centrodestra (quali ad esempio la troppa ingerenza della politica o la chiusura dei piccoli ospedali) che oggi invece si ritrovano tutti nel Piano Vendola/Tedesco”.
Commenti
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Silvestris ironizza così tanto che dovrebbe spiegare perchè, visto che secondo lui gli atteggiamenti del centrodestra “si ritrovano tutti nel Piano Vendola/Tedesco”, non apprezza il Piano. Lui lo critica. Tra un’ironia e l’altra ce lo sa spiegare?






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