Ufficio diritti animali, ricapitoliamo
In quattro anni, tra mille difficoltà, si è costituito il primo ufficio Uda, ottenendo diversi risultati. In attesa della realizzazione del canile
Il lavoro svolto dal mio insediamento ad oggi è stato complicato, ma soddisfacente per i risultati ottenuti. Come il progetto delle sterilizzazioni di cani e gatti randagi, effettuate presso la Facoltà di Medicina Veterinaria (Ostetricia e Chirurgia), con la collaborazione delle associazioni animaliste baresi Aca Onlus, Ada Onlus, Legalo al cuore e LAV, che certamente sta limitando il continuo afflusso di cucciolate che finora ha invaso il territorio barese.
Merito di tutto ciò va attribuito, soprattutto, alla sensibilità del Sindaco Michele Emiliano, che ha sentito la gravità del fenomeno e ha finanziato il progetto delle sterilizzazioni degli animali randagi di Bari e dei contributi alle associazioni, volute dal mio Ufficio (UDA), con fondi del Suo Gabinetto. E se a tutto ciò, aggiungiamo la realizzazione, spero nell’immediato, del Canile comunale (sanitario più un rifugio per 200 cani, per ora) nella zona ASI, unitamente a due piccoli rifugi (per circa 100 cani ciascuno) da affidare alle associazioni più in difficoltà, che fino ad oggi si sono sostituite alle inadempienze delle Istituzioni, possiamo finalmente dichiarare che con questa Amministrazione si sta raggiungendo l’obiettivo del rispetto delle leggi a difesa dei diritti degli animali (L.281/91; L.R.12/95).
La sentenza del TAR Puglia (n. 21 del 09.01.2003), vinta dall’associazione Aca Onlus, di cui sono stata presidente per più di 15 anni prima di entrare nell’Amministrazione Emiliano, attraverso un ricorso nel 2002 contro l’Amministrazione dell’allora Sindaco Di Cagno Abbrescia, a riguardo dell’inerzia della stessa in ordine all’adozione di provvedimenti relativi alla realizzazione del canile comunale (sanitario e rifugi), ordinava di provvedere entro 120 giorni, alla localizzazione del canile sanitario e dei rifugi, trascorsi i quali sarebbe stato nominato un commissario ad acta. Il sito fu individuato a Palese, in Via Di Torre di Brengola, e il progetto fu realizzato egregiamente dall’allora Assessore al Patrimonio, Enzo Avantaggiati (due rifugi più canile sanitario).
Con l’avvento dell’amministrazione Emiliano, il procedimento ha continuato il suo corso. Purtroppo, la I Circoscrizione di Palese, malgrado le 800 firme raccolte dall’Aca a favore della realizzazione del canile comunale in quella contrada, dopo due anni di penose contraddizioni ha indetto un referendum popolare promosso dal consigliere comunale Dr. Varcaccio Garofalo (An), che ha messo fine a questa baillame. Ma il Sindaco Emiliano non si è perso d’animo e ha trovato subito la soluzione spostando la realizzazione del canile comunale, più i due piccoli rifugi nella zona ASI.
A questo punto, ritengo di poter rispondere personalmente sulla questione legata alla realizzazione del canile, quale delegata all’Ufficio diritti degli animali, alle associazioni baresi Enpa Bari, Ada onlus, Aca onlus, Legalo al cuore e Lega nazionale per la difesa del cane, che si stanno impegnando egregiamente sul territorio barese e che ne hanno fatto richiesta in una nota inviata al Sindaco di Bari (05.06.2008). Inoltre, per bloccare l’introduzione nella struttura privata della MAPIA srl di ulteriori animali, nel rispetto della normativa vigente (L. 26/2006 art. 2), tutto dipenderà dalla velocità di realizzazione delle stesse strutture comunali e, nel contempo, dalla localizzazione di strutture territoriali idonee, gestite da associazioni, ove poter allocare i cani che necessitano di essere accalappiati.
Posso, dunque, garantire alle associazioni e ai cittadini che sarà fatto tutto quanto sarà possibile realizzare entro la fine del mandato. E ringrazio tutti coloro i quali stanno collaborando con l’Amministrazione comunale per fare di Bari una città civile.
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