Federalismo: gli industriali a confronto con Fitto
Assemblea generale di Confindustria Bari
“Il federalismo è un’opportunità. Naturalmente il modello proposto dalle regioni, non quello lombardo”. Si concentra in queste poche parole della responsabile per il Mezzogiorno, Cristiana Coppola, la posizione di Confindustria sul tema del federalismo. Oggi, all’assemblea generale dei vertici del Sud Italia dedicata ai dilemmi del federalismo, ha partecipato anche il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, che ha commentato:“Tutti sono d’accordo sul federalismo perché richiama il tema della qualità della spesa pubblica”. Poi, il consueto attacco sferrato al precedente governo. “Dobbiamo chiederci perché a giugno 2008 il programma comunitario per il Sud non c’è in nessuna regione. Dovevamo cominciare a spendere, dal primo gennaio 2007, cinque miliardi di euro ma finora non ne è stato speso nemmeno uno e fino al dicembre di quest’anno dobbiamo rendicontare 11 miliardi di euro. Temo che questi obiettivi non saranno raggiunti e allora il federalismo serve anche a chiederci quale sia la qualità della spesa e come riusciamo a spendere le risorse dell’Unione europea”.
Fino a settembre il federalismo non sarà un provvedimento, ma solo una teoria nutrita di confronti e brevi polemiche. “E’ un fatto positivo il dialogo ‘bipartisan’ sul tema, dal momento che il Sud deve cogliere l’occasione di questa manovra per ripensare alla gestione della sua economia”. Poco scetticismo, dunque, sia nelle parole di Cristiana Coppola, che in quelle del presidente di Confindustria Bari, Alessandro Laterza. Molta insistenza, invece, sulla messa in rete dei progetti, su azioni in grado di mettere a posto la polverizzazione degli interventi del governo precedente, riunire e intervenire con i fondi europei in modo mirato, senza perdere tempo e soldi. A questo Fitto ha risposto di voler “anticipare alcuni dei passaggi centrali del Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef), con l’obiettivo di non aumentare la pressione fiscale, e di ridurre la spesa pubblica, senza attendere la legge finanziaria”.
Un chiarimento, poi, sulla questione del credito d’imposta, sulla quale, secondo Fitto, c’è grande confusione. “Il centrosinistra – ha detto – fa delle critiche inappropriate: noi vorremmo che ci fosse più trasparenza e che l’automatismo (seppure richiesto da Confindustria, ndr) non diventi strumento pericoloso per l’erogazione di fondi mal distribuiti. Il ritardo e la mancata copertura finanziaria è opera loro”.
Intanto il ministro ha colto l’occasione per ricordare i prossimi appuntamenti in agenda. “Mercoledì sera – ha detto Fitto – avvieremo una riflessione che porti all’approvazione di un decreto legge e di uno o piu”’ disegni di legge con l’obiettivo di muoversi verso il pareggio di bilancio al 2011, come ha chiesto l’Unione Europea con una manovra complessiva nel periodo 2009-2011 di 32-34 miliardi di euro e, per il 2008, di 10-12 miliardi di euro. I disegni di legge riguarderanno – ha detto ancora il ministro – la liberalizzazione dei servizi, la semplificazione delle norme e dunque la sburocratizzazione ed infine il contenimento della spesa pubblica con la soppressione di enti e strutture che si muovono in contrasto con le esigenze dei cittadini’.
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