Verso Italia-Francia
Cassano probabilmente sin dal 1′
Come finirà? Ci sarà il tanto temuto “biscotto”, oppure no? Il rischio c’è, inutile nasconderlo (non sarebbe il primo caso del resto), ma sia Donadoni che Van Basten hanno scongiurato a priori questa possibilità. Intanto, però, l’Olanda pare si affiderà a molte riserve contro la Romania per far rifiatare alcuni titolari in vista del successivo incontro. Una scelta più che logica sulla carta, ma che ovviamente, Gigi Riva a parte, non è che possa esser presa con il sorriso sulle labbra dagli azzurri.
E’ vero, tra queste riserve, c’è un certo Huntelaar, goleador indiscusso, ma si è ormai capito che questa Romania è tutt’altro che una squadretta. Tolti Mutu e Chivu, Piturca non disporrà certamente di grandi individualità, ma ha avuto l’innegabile merito di saper costruire un gruppo compatto e solido in grado di dare filo da torcere a tutti. Non ci meraviglieremmo quindi se anche l’Olanda dei titolari potesse incontrare difficoltà contro questa compagine. Figurarsi poi quella delle riserve. Ovviamente tra le due squadre, tecnicamente parlando, v’è un abisso, ma i pareggi rimediati da Francia prima e Italia poi contro i rumeni attestano meglio d’ogni altro dato come determinati valori si azzerino sul terreno di gioco di fronte ad un pizzico di organizzazione.
Naturalmente gli azzurri sin qui sono stati penalizzati da direzioni arbitrali quantomeno discutibili, ma francamente anche contro la Romania hanno dimostrato di non essere schierati al meglio sul terreno di gioco, concedendo contropiedi di troppo e a tratti anche un parziale dominio del centrocampo.
E’ lo stesso Daniele De Rossi, uno dei migliori contro i rumeni, e uomo schietto di natura, a dire che purtroppo il pensiero del “biscotto” ronza in testa, come una zanzara molesta. Gli azzurri ovviamente devono però cercare di guardare soprattutto a se stessi, perché sarebbe il colmo se la Romania perdesse contro gli oranges e loro non avessero la meglio sulla Francia, per ironia della sorte ancora formazione che farà da apripista al cammino azzurro.
“Per noi sarà una garanzia in più l’arbitraggio designato di Lubos Michel” ha dichiarato Gigi Buffon, il grandissimo protagonista della seconda gara del girone di qualificazione azzurro. L’arbitro slovacco gode infatti di indubbia fama nell’ambiente e l’Italia a questo punto ha bisogno di una direzione di gara quanto più possibile aderente alle attese, dopo la candida confessione di Henning Ovebro (sebbene la Uefa abbia, per giustificare il suo errore, sostenuto la tesi del fuorigioco di Del Piero sul colpo di testa di Toni).
Presto ancora per parlare di formazione. Al momento pare più che probabile l’utilizzo sin dal primo minuto di Antonio Cassano, inizialmente in panchina nelle prime due gare, ma subito propositivo al momento dell’ingresso in campo. Per il resto c’è ancora tempo per fugare gli ultimi dubbi. Certo è che contro la squadra dell’antipatico Domenech occorrerà sì fantasia, ma anche una copertura decente del centrocampo per evitare, come già successo nelle prime due partite, contropiedi avversari tutt’altro che imprevedibili.
Nel frattempo, come da abitudine in questi casi, si pensa anche al peggio, e così torna d’attualità il nome di Marcello Lippi in caso di eliminazione anticipata degli azzurri. Indiscrezioni più o meno fondate direbbero che l’ex tecnico di Napoli, Juve e Inter avrebbe già dato l’assenso di massima a guidare nuovamente la Nazionale. Nel suo staff, oltre ai soliti noti Ivano Bordon e Ciro Ferrara, figurerebbe anche il nome di Angelo Peruzzi, che avrebbe un posto da collante tra squadra e staff tecnico e dirigenziale. Voci che, paradossalmente, potrebbero rivestire una portata anche positiva, perchè sia nel 1982 che nel 2006 le “crisi azzurre” hanno alla fine sempre portato fortuna.
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