Riusciremo a restare comunisti (italiani)

La Redazione

E il 27 Oliviero Diliberto torna a Bari

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D. Segretario l’ultimo Comitato Centrale ha indetto il Congresso straordinario cosa avete deciso: comunisti duri e puri o cosa?
R.= Il Documento Politico elaborato dal Comitato Centrale dei giorni 7 ed 8 luglio, avvia la fase congressuale che si concluderà nell’assise nazionale dei giorni 18, 19 e 20 luglio.
Il testo approvato, pur rappresentando a mio avviso, un punto di equilibrio del dibattito politico interno non è piaciuto ad alcuni compagni, tra questi Katia Bellillo, che hanno presentato in maniera del tutto legittima, un documento alternativo con un’altra linea politica, che sarà proposto al confronto congressuale senza procedure correntizie o percentualmente rappresentative.

D Qual è il punto di equilibrio raggiunto?
R = Il Punto di equilibrio raggiunto e quasi unanimemente condiviso dai compagni del Comitato Centrale, intende superare rischi simmetrici: il primo è quello di chi propone di continuare ad essere Comunisti Italiani come se niente fosse accaduto, pensando a questo piccolo partito come entità autosufficiente, indifferente agli accadimenti del 13 e 14 aprile, che fornito di una linea politica giusta, persegue una sopravvivenza continuista e prova a raggranellare qualche voto in più; il secondo è quello di chi dice che il PdCI non serve più a niente e che dobbiamo fare un’altra cosa, ovvero: i Comunisti Italiani non servono più a niente e quindi ci sciogliamo in una costituente di sinistra, non più comunista, (come richiede Claudio Fava, Sinistra Democratica, i Verdi ed una parte rilevante di Rifondazione Comunista orientata dallo stesso Nicki Vendola); oppure, per converso, propone di trasformare il PdCI in una cosa “ipercomunista”, militante e chiusa in un ridotto difensivo.
Il CC ha rigettato queste ipotesi giudicandole assolutamente ininfluenti nella battaglia politica dei comunisti in difesa degli interessi della classe lavoratrice e della democrazia costituzionale, proponendo una nuova linea di azione politica più rispondente alla fase politica.

D  Il che significa senza procedure correntizie o percentualmente rappresentative?
R  Esattamente! Il regolamento congressuale approvato esclude qualsivoglia possibilità di organizzare correnti politiche su mozioni o documenti, né calcoli percentuali di adesioni, trasferibili in quote di rappresentanza negli organi di direzione politica.

D = Nei documenti di Rifondazione,nei progetti politici di Sinistra Democratica o dei Verdi, nelle dichiarazioni dello stesso Vendola si parla di nuovo soggetto politico unitario della sinistra, parla di costituente della sinistra anche il vostro consigliere regionale De Santis e dunque?
R  Il Congresso è chiamato ad adeguare alle nuove condizioni della politica e delle forze politiche la strategia del Partito che vuole rimanere comunista, dei Comunisti Italiani, e come tale vuole essere utile ad un processo riunificatore più grande. Dobbiamo innovarci e definire gli strumenti politici di maggiore efficacia nei risultati rimanendo partito organizzato dei lavoratori, partito organizzatore delle lotte politiche di classe, da comunisti che praticano il terreno attuale del conflitto di classe.
Noi avanziamo la proposta di riunificare le due forze politiche rimaste in campo, che si dichiarano comuniste (PRC e PdCI) e da qui partire per aggregare tutti quelli che ancora si chiamano comunisti e quindi provare a riaggregare tutto quello che è rimasto a sinistra dopo l’inabissamento del 13 e 14 aprile.
Comprendo il disagio di chi non vuole più intendersi comunista o militante del Partito Comunista, ne rispetto anche le motivazioni, ma non è tollerabile un ostinato lavorio distruttivo in un Partito che in preponderante maggioranza vuole mantenersi comunista.

D = Rifondazione dice ovunque che non condivide la vostra proposta di unificazione.
R = Rifondazione non ci starà? Noi la incalzeremo con la nostra proposta politica, naturalmente non tutto dipende da noi ma anche dalle dinamiche del loro congresso.
Noi incalziamo Rifondazione non per una logica di autoconservazione dei comunisti asserragliati nel fortilizio, ma perché, lo ripeto, intendiamo praticare quello che diciamo di voler essere, il partito dei lavoratori per la trasformazione generale della società.

Sino ad oggi gli atti politici di Rifondazione, le esternazioni della campagna autoreferenziale di Vendola e dei suoi sostenitori, puntualmente registrati dalla stampa quotidiana non solo regionale, eludono attentamente la questione politica di fondo.
Vagheggiare di unità della sinistra, di nuovo soggetto politico, di costituente della sinistra, senza dire con chi si fa tutto questo, significa omettere il vero punto politico che sta nel rapporto politico con il PD di Veltroni a Roma ed Emiliano in Puglia.
Si deve tutti essere più limpidi sulle finalità politiche da conseguire, per cui questo rapporto è utile a perseguirsi. Proprio mettendo a profitto la grande vocazione unitaria del popolo di sinistra, così deluso dall’assenza di risultati concreti conseguiti, bisogna con urgenza rinnovare l’azione di governo dell’intera coalizione politica, orientandola verso coerenti e condivisi obiettivi politici unitari.

D = Cos’è, un ripensamento sulla politica delle alleanze o sulle candidature a Sindaco di Bari ed a Presidente di Provincia e Regione?
R = Per nulla, nessun ripensamento sulle alleanze, ma intanto stiamo ai fatti.
Vorremmo conoscere ad esempio, almeno per grandi linee, le basi programmatiche di una “costituente di sinistra” avendo già verificato e pagato sul piano politico, elettorale e di esperienza di governo, le differenze tra noi, i Verdi, Sinistra Democratica e Rifondazione: dal disertare la manifestazione del 20 ottobre, all’adesione al protocollo welfare sin dal primo momento, al voto nell’ultimo giorno di esercizio della Camera in favore della missione afgana, per dire dei più eclatanti.
Siamo pronti a sottoscrivere in pieno il progetto di alternatività strategica al PD, partendo dalla consapevolezza che il PD in quanto tale ed il suo Segretario Veltroni, propugnano un modello di americanizzazione della politica in cui due partiti simili (PD e PDL) possono alternarsi al Governo del Paese, ma tengono entrambi fermi il neoliberismo in economia ed in politica estera il legame indissolubile con gli USA e la loro guerra preventiva, assieme ad una logica “ad escludendum”, diciamo così!, della così detta sinistra radicale..

D = Veltroni e Berlusconi sono uguali dunque! Ed allora come pensate di conservare l’alleanza nelle amministrazioni e nelle prossime elezioni?
R = Non siamo né marziani né stolti, siamo comunisti e come tali promuoviamo la politica delle alleanze poiché vediamo anche le differenze, spesso sostanziali, tra i due Partiti; le riconosciamo quando producono contraddizioni; riconosciamo che per milioni di elettori il PD è ancora un partito di sinistra.
Il voto utile che ci ha colpiti, ha una forte valenza politica e simbolica presso larghi strati di popolazione e di lavoratori: hanno pensato di frenare così l’avanzata della destra; come questi lavoratori sanno, anche noi sappiamo che l’autoreferenzialità del PD , da sola non ha sconfitto, né può sconfiggere, il pericolo della destra eversiva.
Il PD per ora cincischia con Berlusconi, ricevendone riconoscimento istituzionale “da ombra”: governano quasi simultaneamente.
Noi dobbiamo incalzare il PD su questo lavorio, non lasciare che solo Di Pietro sia “l’opposizione”.
Questo lo diciamo chiaramente a quanti pensano ad una sinistra addomesticata ed affiliata al PD, lo denunciamo come un rischio, a fronte di una indeterminatezza dell’analisi di fase e della conseguente azione politica utile.
E’ dunque ben altro che una nostra presunta “vocazione identitaria”!, quello per cui ci battiamo.

D = dunque Segretario vuoi precisare cosa farete!?
R = Dove governiamo assieme al PD ed alle altre forze politiche dell’unione, continueremo a farlo e lavoreremo per estendere queste possibilità in ogni condizione possibile. Mantenendo però un preciso e rinnovato modo di lavorare: la nostra alternatività sta nella pratica politica, non nelle prolusioni poetiche, per cui prima ci confrontiamo, valutiamo la reciprocità di fare accordi, sottoscriviamo accordi e programmi per vincere le elezioni e governare a pieno titolo la realizzazione del programma sottoscritto. Anche su questo punto il Documento Politico approvato è molto preciso: nessun accordo può sottendere preclusioni!
Vogliamo sin da ora mettere in campo la politica, i programmi, le cose da fare, le risposte ai cittadini, dal più piccolo Comune al Governo Nazionale, per giungere meglio organizzati agli appuntamenti elettorali dal 2009 in avanti.

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