Clandestini e grida…

Mariano Leone
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Clandestini e grida manzoniane .
Diciamocelo ,
sentire i propositi legislativi su una nuova fattispecie penale, quella dei clandestini, mi ricorda le grida dei Promessi Sposi .
Stessa qualità e determinazione e riteniamo stessa efficacia. Interessante la seconda grida.
Evidentemente si sarà presentato il problema pratico anche allora di come individuare i “bravi” ed i vagabondi.
Per i primi le mie trascorse letture manzoniane prevedevano una sorta di divisa. Ricordo la reticella che raccoglieva i capelli , ma se i “bravi” decidevano di vestirsi in borghese, come potevano essere individuati dagli ufiziali della giustizia.

La soluzione nella seconda grida.
Se per due testimonj consterà esser tenuto, e comunemente riputato per bravo, et aver tal nome, ancorché non si verifichi aver fatto delitto alcuno… per questa sola riputazione di bravo, senza altri indizj, possa dai detti giudici e da ognuno di loro esser posto alla corda et al tormento…

Stupendo, non potendo anche allora identificare chi erano i “bravi”, la soluzione dopo un anno dalla prima grida. Vengono individuati come “bravi” coloro che sono definiti tali da almeno due testimoni. Tornando a noi, non abbiamo ancora capito chi sono i clandestini. Se non si vestono da clandestini e non vengono per mare assiderati o agonizzanti per la sete, come identificarli ?

Ma se non abbiamo capito chi sono i clandestini sappiamo chi non può definirsi clandestino.
Non sono clandestini le 700 mila badanti.
Non sono quelli che sono in grado di dimostrare di aver presentato la domanda di ammissione in base al decreto flussi del 2007.
Non sono quelli che lavorano in nero.
Non sono e non possono essere i rumeni, che pur nella vetta della classifica dell’attività delinquenziale e nonostante la marmellata di confusione tra Rom e rumeni, sono cittadini europei.

Non sono quelli che non hanno il permesso di soggiorno ma lo hanno chiesto oppure attendono il rinnovo .
Non possono esserlo quelli che possono dimostrare di stare in Italia prima della promulgazione di questa legge.

Non possono essere quelli che entrano regolarmente magari con visto turistico .
Non possono essere quelli che in divisa da clandestini e via mare sbarcano in Italia ma presentano domanda di asilo politico ( il 60% lo chiedono ed il 30% lo ottengono).

Ma allora a che serve una legge priva di efficacia. Serve a quello per cui servirono le grida. Servirono a rassicurare il popolo, per cui ogni tanto venivano riproposti.
Si trattava di effetto annuncio. Lo stesso impegno mediatico, ma con altri mezzi. Considerato la situazione di analfabetismo diffuso il principe faceva appunto gridare
questi provvedimenti. Supponiamo cosciente dell’inefficacia. Per l’ equivalente grado di analfabetismo giuridico viene proposta la nuova fattispecie penale di clandestino .

Superando la definibilità giuridica, diamo alcuni numeri. I posti di permanenza temporanea in Italia sono circa 2.700. Solo le domande presentate col decreto flussi del 2007 sono state 729.000. Se con il disegno legislativo la permanenza potrà durare fino a 18 mesi dove metteranno i clandestini ammesso che riescano giuridicamente a definirli e praticamente ad arrestarli?

Sono questioni marginali l’importante è tranquillizzare, strombazzando. Gridando appunto!

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