Biennale Bari 2008 è già nostalgia
Forse bisognava comunicarla meglio
Un evento che la Puglia – e Bari soprattutto – non vedrà molto presto ripetersi. Un incontro fra culture, artisti e popoli senza pari in cui l’arte la fa, per una volta, da padrona con le sue numerose manifestazioni d’ogni genere. Musica, letteratura, gastronomia, moda, arti visive e applicate, images on the move, danza e teatro. E ancora esibizioni live di artisti di ogni paese, fotografia, conferenze, incontri tutto in un raggio di 50.000 metri quadri. Fortemente voluta dagli Assessorati alla Cultura, la Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo è sì – come molti hanno affermato – una scommessa vinta, ma è anche vero che lo è solo in parte.
Se si riflette sulla portata di un evento del genere ci si pone infatti subito una domanda. Come mai una città come Bari che in altri casi – vedi concerti di Albano – mobilita enormi mezzi di diffusione di ogni tipo, questa volta si sia limitata a qualche cartello pubblicitario. E di fronte alla negazione dei più ostinati basterebbe ribattere che molti degli stessi baresi non sapessero né cosa fosse la Biennale, né soprattutto che si tenesse a Bari. Forse proprio a questo è dovuta la scarsa – e diciamo pure scarsissima – affluenza di persone del posto. Soprattutto, cosa più dolorosa ancora, degli stessi giovani che lamentano continuamente la mancanza di possibilità di espressione artistica. È vero certo che la nostra amata terra di Bari non sempre riesce ad incentivare i giovani e a dar loro i mezzi per credere nei propri progetti, ma proprio per questo un evento del genere non andava snobbato e in modo così evidente. Una mancanza che tra l’altro non è sfuggita a nessuno, in primis agli stessi baresi. Che di certo si saranno chiesti come mai fossero così in pochi e soprattutto perché la maggior parte dei ragazzi si perdesse nel far chiacchiere con birra in mano di fronte agli stand, quando nello stesso tempo, al loro interno venivano allestiti bellissimi spettacoli teatrali o di danza. Sarà che l’odore di hot dog distrae, sarà che la birra distoglie l’attenzione dall’essenziale, ma è davvero un peccato pensare che per la sana abitudine di far tardi – anche solo di 5 minuti – la maggior parte degli spettacoli della Biennale sia passata inosservata ai più. Così come è un vero peccato che molti – quasi tutti – gli spettacoli di lettura siano stati previsti in simultanea con quelli di danza così da mettere il pubblico in condizione di fare una difficile – ma purtroppo quasi scontata – scelta.
Ma nonostante la defezione di molti giovani artisti baresi il risultato finale è comunque positivo per quelli che ci sono stati e che hanno potuto godere di una delle poche manifestazioni pensata appositamente per incontri fra culture e che ha visto fra i suoi tanti collaboratori perfino emittenti radiofoniche quali MTV che ha portato sul main stage della fiera la cantante Meg che è stata contenta di iniziare il suo nuovo tour nella nostra città. Fra le collaborazioni artistiche importante è anche quella della Apulia Film Commission che ha organizzato nei giorni dal 24 al 28 Maggio delle visite in località di interesse cinematografico, dando poi la possibilità ai partecipanti di scrivere un cortometraggio di 10 minuti. Qualora venisse poi scelto dalla commissione preposta, il corto verrà prodotto dalla stessa AFC.
E in questo clima panculturale, ricco di eventi di ogni tipo e di possibilità prima insperate, sono molti a chiedersi se l’evento i questione sia stato evidenziato dandogli degno risalto e se davvero non si poteva fare di più per pubblicizzarlo ma soprattutto per far capire ai baresi quello che stava accadendo nei 12 padiglioni della Fiera Del Levante. Perché una cosa è sapere della Biennale, altra è sapere davvero cosa sia.
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