Mutui e falsità
Occhio alle fregature in agguato
Diciamocelo,
finalmente qualcosa di positivo per i piccoli risparmiatori .
Dal 21 Maggio grazie all’accordo tra Tremonti e l’ABI ( associazione delle banche italiane) Tremonti (testuale ) ha dato : “ sollievo agli intrappolati con il salario fisso: gli istituti di credito hanno mostrato attenzione “
e le banche, per bocca del presidente dell’ABI ( anche questo testuale): “L’iniziativa viene incontro alle famiglie … è una conferma del nostro impegno per contribuire alla ripresa del paese”.
In un paese normale , con giornalisti economici normali ci sarebbe stata una sollevazione della stampa economica e non solo quella, che avrebbe denunciato la gratuità di queste affermazioni e l’inganno sottile a danno dei risparmiatori .
Ma in Italia il termine giornalista economico significa che costa poco, che si può comprare con poco, anzi si vendono a priori senza che qualcuno li voglia comprare.
Vediamo in che consiste questo mirabile accordo.
Una premessa metodologica, se il provvedimento piace a Tremonti e alle banche non può essere a favore dei risparmiatori .
A parte le affermazioni televisive “saranno le banche e le assicurazioni a pagare “ affermazioni che non costano niente e non portano a niente, non ricordo nella storia del nostro ministro provvedimenti a favore dei piccoli risparmiatori.
Non ci possono essere politiche economiche che agevolino contemporaneamente il grande capitale ed i piccoli risparmiatori, i grandi contribuenti ed i piccoli contribuenti, i grandi evasori fiscali e gli evasorelli.
Ma torniamo all’accordo.
La bozza di accordo, ancora bozza quindi, prevede per i mutui a tasso variabile sulla prima casa stipulati entro il 30 Gennaio 2007 la possibilità di essere rinegoziati alle seguenti condizioni:
• La rata variabile potrà essere sostituita da una rata a tasso fisso calcolato in base al tasso di interesse medio del 2006.
• La differenza tra la rata del mutuo originario ( quello a tasso variabile) e quello del nuovo contratto (quello a tasso fisso ) confluirà in un nuovo conto dedicato sul quale si pagherà un interesse ( calcolato sul tasso interbancario più mezzo punto).
• Se i tassi di interesse aumenteranno si allungherà il periodo di pagamento per consentire al risparmiatore di pagare alla banca l’eventuale aumento del tasso di interesse.
• Se i tassi d’interesse scenderanno il risparmiatore potrà tornare al primitivo tasso variabile.
Perché questa disponibilità non ci commuove.
In soldoni, è il caso di dire, potrai, caro risparmiatore, avere un vantaggio immediato avendo stipulato un mutuo a tasso variabile in regime di aumento dei tassi, ma me lo pagherai rinviando nel tempo il pagamento degli interessi sui quali comunque graveranno altri interessi e soprattutto allungando il tempo in mesi o in anni per pagare totalmente il mutuo.
Qualcuno ha fatto delle simulazioni ( Il sole 24 ore ) anzi ha riportato alcune simulazioni fornite dall’ABI che ridimensionano il vantaggio ma che soprattutto non danno risposta ad alcuni quesiti che per la loro importanza possono determinare la convenienza del risparmiatore .
Per esempio non ci sono risposte sugli effetti dell’allungamento della durata del mutuo . Pur prendendo per buone le simulazioni dell’ABI l’allungamento della durata del mutuo nell’ipotesi di tassi invariati, potrebbe andare da 6 mesi per un finanziamento a 10 anni agli oltre 4 anni per un mutuo di 20 anni .
Ipoteche .
Le ipoteche dovranno considerarsi estinte alla data del muto originario o continueranno per il periodo di allungamento, ed in questo caso bisognerà ritornare dal notaio per riscriverle ?
Non viene data risposta neppure al quesito conseguente se il livello degli interessi sul conto accessorio, quello che dovrebbe ospitare la differenza tra il contratto a tasso variabile e quello a rate costanti, rimarrà costante nel tempo.
Da dove temiamo che venga la fregatura ?
L’Italia non è un paese normale. Non ha neanche un capitalismo normale. I rappresentanti del capitalismo italiota sono più statalisti dei comunisti . Gli stessi che parlano di libero mercato traggono la loro ricchezza per i rapporti con lo Stato .
Possono prosperare solo in condizione di concessione. Concessione sull’energia, concessione sull’informazione, concessioni televisive, concessione sulle autostrade, concessione sul traffico telefonico, dove non c’è regime di concessione c’è monopolio o oligopolio. Banche ed assicurazioni agiscono in regime di oligopolio . Per una cosa banalissima come la PORTABILITA’ : per la banalissima possibilità di cambiare banca per un mutuo senza farsi assassinare dalla banca è stato necessario un provvedimento legislativo . Era ed più facile ed economico divorziare che cambiare banca alla faccia della libera concorrenza . Una possibilità così scontata, come cercare un mutuo più favorevole, in Italia incontra ancora ostacoli .
Commenti
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“Se il provvedimento piace a Tremonti e alle Banche non può essere a favore dei risparmiatori”.
Egregio Dottore, quali furono le Sue valutazioni allorquando fu emanato il D.L. 11 luglio 1992, n. 333 Misure Urgenti per il Risanamento della Finanza Pubblica ? Ricorda chi fossero all’epoca il Presidente del Consiglio e il Ministro dell’Economia ? A Suo avviso chi fu penalizzato da quel provvedimento? Il DL sopra citato a chi piaceva ? -
Per chi non lo ricordasse,oltre a tanti altri provvedimenti,il D.L. 11 luglio 1992, n. 333 Misure Urgenti per il Risanamento della Finanza Pubblica, disponeva anche la sottrazione in percentuale del 6 per mille dai depositi,contocorrenti,ecc..,dei risparmiatori Italiani.Caro Dottor. Leone,Lei crede sia mai stato investito di potere in Italia un Governo amico dei risparmiatori ? Se Lei ne ricorda qualcuno,abbia la compiacenza di ricordarmelo.Grazie.
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L’ideologia prima di tutto;hanno propinato le liberalizzazioni per avvicinarci ai paesi più civili (almeno questa era l’intenzione di Bersani) e così non è stato;oggi dicono che siccome l’idea viene da Tremonti,non è buona per risparmiatori.Ma quando D’Alema e Fassino chiedevano a Consorte di farli sognare per l’acquisizione della BNL,erano di destra o di sinistra?
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Ricordo benissimo la manovra da lei citata,la più importante manovra di risanamento dopo l’ubriacatura della Milano da bere.
Il commento è nel titolo: Misure urgenti per il Risanamento della Finanza Pubblica. Finanza Pubblica in dissesto e Misure urgenti.Non Abbiamo l’urgenza e non abbiamo il dissesto del ’92 . La ringrazio dell’attenzione. Mariano Leone -
Non esiste più un problema di visione ideologica.Non so se è un bene o un male. Vorrei però almeno un capitalismo che sia come negli altri paesi occidentali, con libertà di mercato, con pene di venti anni per il falso in bilancio, con imprenditori capaci di misurarsi sul mercato internazionale invece di mungere alla stato privilegi, concessioni e protezionismo, vorrei il reato di insider trading ed una imprenditoria senza conflitto di interessi. M.L.
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Caro Dott. Leone,io Le avevo posto dei quesiti, ai quali Lei tuttavia non ha risposto.Personalmente ritengo che l’Italia è investita da una crisi economica più severa di quella che visse nel 1992.Come giudicherebbe il Governo attuale se promuovesse un provvedimento analogo a quello già adottato nel 1992?Concludendo,cosa non ha condiviso tra l’attuato in materia di Economia e Finanza dal Governo Prodi?
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Anno ’92
Crisi finanziaria ( svalutazione della lira e uscita dallo SME)
Il governo Amato vara una finanziaria da 100.000 miliardi di lire.
– il governo chiede alla CEE un prestito di 20.000 miliardi di lire
-la lira tocca un minimo storico nei confronti del Marco (940)
– La lega invita a non conprare titoli di Stato.Può bastare? O esiste anche nei numeri il deficit “percepito”.
Ancora grazie dell’attenzione. M.L. -
Caro Dottor Leone,Lei è un abile driblatore,altrimenti avrebbe risposto in modo più esaustivo a quanto sottopostoLe.In attesa di più puntuali Sue,La ringrazio per la disponibilità.






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