Nas: scoperta maxi truffa con le bombole d’ossigeno
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I Carabinieri del N.A.S. di Bari, su disposizione della locale Procura della Repubblica, hanno eseguito 30 perquisizioni in varie province del territorio nazionale (Bari, Milano, Torino, Roma, Napoli, Lecce, Rieti) a carico di dirigenti e funzionari di ditte operanti nel campo dei gas medicinali.
Perquisizioni sono state effettuate a carico di medici specialisti coinvolti a vario titolo nei reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Bari: la truffa ai danni del S.S.N. e l’associazione per delinquere. Risultano indagate 24 persone.
Dall’attività di indagine svolta dal N.A.S. di Bari si evidenziano gravi indizi circa l’esistenza di una organizzazione dedita alla truffa, che consisterebbe nel riutilizzare bombole di ossigeno già fruite dal paziente e già rimborsate dal S.S.N., al fine di ottenere un secondo rimborso da detto Servizio.
Ciò sarebbe reso possibile in tutti i casi in cui le bombole non vengono consumate integralmente dal primo paziente, così rimanendo a disposizione della ditta fornitrice che dopo averle ritirate le riutilizza, prospettando al S.S.N. la falsa necessità terapeutica di altre bombole.
Inoltre, le attività investigative hanno evidenziato altrettanto gravi indizi circa l’esistenza di un connubio tra società fornitrici di ossigeno e alcuni medici i quali avrebbero prescritto terapie a base di ossigeno benché non non necessarie.
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