Puglia centro del Mediterraneo

Claudio Cimaglia

A Bari il seminario sui progetti internazionali di sviluppo agricolo

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La Puglia continua ad essere il fulcro delle attività di tutta l’area Mediterranea. 
Presso la Sala Murat, all’interno del pallone dedicato alle iniziative del “Maggio Metropolitano”, è toccato al  “Seminario sulle politiche rurali per il Mediterraneo. Proposte per il 2007-2013 e prospettive future” organizzato dagli Assessorati al Mediterraneo e alle Risorse Agroalimentari della Puglia con l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, la Conferenza della Regione Periferiche e Marittime (CRPM) e la Commissione Intermediterranea.
Valutare quelle che possono essere iniziative di sviluppo rurale in Italia e in Europa con un impatto forte e deciso su tutta l’area del bacino Mediterraneo. È questo lo scopo dell’incontro, dal quale saranno presentati successivamente dei progetti interregionali da inserire nella programmazione 2007-2013 dell’Unione Europea.
La Puglia svolge il ruolo di coordinatrice del gruppo di lavoro al quale partecipano 44 regione di sette Paesi Europei, Italia, Spagna, Grecia, Francia, Portogallo, Cipro e Malta che, assieme ai nordafricani Marocco e Tunisia compongono la Commissione Intermediterranea.
“Viviamo in un momento di crisi alimentare – spiega Cosimo Lacirignola, direttore dell’Istituto Agronomico Mediteranneo, nonché Presidente della Fiera del Levante – per cui dal mondo rurale devono venire quelle risposte e, con i cambiamenti climatici in corso, con la penuria idrica, queste risposte devono essere governate in maniera ottimale. Inoltre il Mediterraneo sta vivendo un momento difficile della sua storia dovuto all’aumento dei prezzi delle materie prime quali cereali, grano, riso che hanno dato vita a tumulti in molte città per l’aumento del prezzo del pane”.
Ecco che definire strategie di cooperazione, nel rispetto di norme comuni valide per tutti i Paesi che hanno deciso di partecipare diventa un momento di crescita sociale e di sviluppo su scala europea.
Si tratta di programmi che hanno come protagonisti quelle comunità rurali pugliesi che hanno già rapporti con comunità turche, siriane, libanesi. Non solo per quel che riguarda l’aspetto economico ma anche culturale. Ci sono infatti programmi atti a ricostruire le strade delle civiltà che hanno fatto la storia dei territori interessati, quali le vie romane, su cui andare a costruire dei percorsi agricoli e agroalimentari quali la nostra Dieta Mediterranea.
Si punta sulla cooperazione tra i vari Stati interessati all’interno del nuovo programma della cooperazione dell’Obiettivo 3 chiamato “Ente Mediterraneo”.
“La Puglia – afferma Bernardo Notarangelo, dirigente del Settore Mediterraneo della Regione Puglia – svolge una doppia funzione all’interno dell’Obiettivo 3. Essa non solo fa parte del comitato di sorveglianza ma coordina le attività di tutte le altre regioni italiane. Attraverso questi programmi possiamo allacciare contatti con parters europei e quindi dar vita ad iniziative con effetti positivi anche la nostra terra”.
Si ritorna a quei discorsi su una politica dell’integrazione di cui la Puglia, attraverso eventi come la Biennale dei giovani artisti e Mediterre, si sta prepotentemente e meritatamente guadagnando una posizione di indiscusso prestigio.
“L’agricoltura è un tema centrale e trainante di tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo – ha dichiarato Silvia Godelli, Assessore Regionale al Mediterraneo – qui si discute collettivamente sulle tematiche relative allo sviluppo agricolo, rurale e alle condizioni di sviluppo ecosostenibile che sono al centro dei temi di carattere internazionale con grandissima emergenza”.
Le dichiarazioni politiche emerse durante il seminario saranno poi oggetto di discussione in sede della mini assemblea generale delle regioni della CRPM che si terrà a Marsiglia il 23 giugno.

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