E-commerce, Confindustria Bari ‘si attrezza’ con Poste italiane

Stefania Losito

“L’idea è quella di sperimentare in primis con il settore del vino”

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Le industrie baresi s’informatizzano per esportare le eccellenze di cui sono produttrici. Ad aiutarli in questa missione, l’azienda Poste Italiane con i suoi servizi, come Postecommerce, l’offerta integrata per il commercio elettronico realizzata dal Gruppo per promuovere le vendite on line. Ieri la sottoscrizione di un accordo quadro tra il presidente di Confindustria Bari, Alessandro Laterza, e il Country manager Sud 1 di Poste Italiane, Letizia Carbonari. Il protocollo della durata di un anno (ma con facoltà di rinnovo) consentirà agli associati del comparto agroalimentare di avvalersi, a condizioni agevolate, dei servizio Postecommerce.

L’azienda che desideri esporre e vendere i propri prodotti su internet potrà disporre di uno shop virtuale (cioè una vetrina), di un sito web per l’esposizione e la vendita dei propri prodotti, ospite dei sistemi di Poste Italiane, e sarà accompagnato nelle fasi di pre-vendita e post-vendita grazie a una piattaforma di pagamento con carte di credito dei circuiti Visa/Visa Electron/Mastercard, Carta Postepay e addebito su Conto BancoPosta. Poi gli associati godranno di un sistema di logistica per la gestione del magazzino e l’approntamento della merce per la spedizione, di un sistema di distribuzione, che cura la consegna della merce al destinatario e di un cruscotto di ‘Gestione merchant’.

“Un servizio particolarmente innovativo e di non poco conto per le aziende locali – ha detto stamattina Laterza – perché consente di superare uno degli ostacoli principali alla diffusione del commercio elettronico fra le piccole imprese agroalimentari della nostra provincia, la gestione della logistica unito al problema ancor più delicato della gestione dei pagamenti”. Da qui, l’idea e la proposta del presidente degli industriali baresi di sperimentare il progetto con il comparto del vino, che solo nella provincia barese produce e vende 15milioni di bottiglie l’anno, grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo. Eppure, resta sempre un passo indietro rispetto al vino talentino, ecco perchè l’accordo può giovargli. “Io sono convinto che la produzione di vino pugliese abbia raggiunto quantità e qualità tali da poter fare della Puglia una regione leader. Ciò che ancora manca è un adeguato livello di visibilità e di notorietà per le nostre produzioni e il commercio elettronico può aiutare a colmare questa lacuna”.

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