Barilive.it a Tirana
Immagini e parole dal Paese delle Aquile
Serviranno dodici minuti per percorrere il percorso dal nuovo aeroporto di Tirana a Piazza Skanderbeg, cuore della capitale: questo accadrà in tempi brevi, vista la facilità che gli albanesi hanno nel costruire nuove strade. Quando dopo il crollo del regime comunista gli europei tentavano l’entrata nel Paese delle Aquile almeno per capire cosa ci fosse in quel groviglio di montagne vista mare, l’aeroporto era una casupola, oggi ha un’aria ariana con accenti mediterranei.
Sulla strada che conduce alla capitale, una città stato con una conurbazione dove si sfiorano il milione e duecentomila abitanti, prima si incontrano le capre, i prati, i corsi d’acqua e i campi coltivati. Poi iniziano a vedersi gli scheletri di nuovi capannoni: qui la nuda terra costa 200 euro al metro quadro, costi altissimi perché lo spazio inizia a restringersi, vuoi per l’insediamento di nuove fabbriche, vuoi per l’allargamento delle strade. Nuovo asfalto e nuovi ponti per segnare il nuovo corso dell’Albania: qui la Mercedes è uno status simbol, il concessionario di Tirana è quello che realizza gli introiti maggiori d’Europa, ma c’è ancora un solo grande centro commerciale sul modello dei nostri iper. Ci sono i motori, ci sono energie e risorse ma sembra che manchi ancora il pane: te ne accorgi dalle donne scalze che vogliono vendere tappeti fatti a mano accanto al Palazzo dei Congressi, dai bambini che vogliono vendere le caramelle, dai collegamenti volanti dell’energia elettrica. E’ tutto così paradossale in Albania: cerimoniale rigoroso per l’arrivo di Sali Berisha nel luogo che ha ospitato le grandi parate del regime comunista e autobus arancioni che tanto assomigliano ai nostri vecchi mezzi Amtab, per poi scoprire che i più inquinanti, i bus dimessi, sono stati “regalati” all’Albania.
Nonostante la giornata di sole, la cappa grigia che avvolge la capitale è spessa, fatta di gas di scarico e desideri incompiuti. C’è poi una strana differenza tra ragazzi e ragazze: i primi hanno le facce bruciate dal sole, jeans che paiono usatissimi, le seconde hanno i lineamenti fini, le ballerine e le magliettine strette. Non sono firmate ma hanno un’aria molto occidentale. E’ una città strana Tirana, alla ricerca della sua identità: un potenziale altissimo, un passato pesante, un futuro incerto: c’è un legame con Bari che travalica i fatti della Vlora, l’assedio del Della Vittoria, gli scafisti e il grande marcio che si è creato attorno. All’orizzonte per entrambe c’è il Corridoio 8: ma sembra, nonostante i numerosi sforzi, ancora così lontano.
Commenti
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Belle foto!






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