Modugno: l’ultima dei Verdi

Paola Mammarella

Ma la battaglia contro l’inceneritore sembra ormai persa

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 È stato presentato dai Verdi un nuovo esposto contro l’inceneritore. Il documento, inoltrato a Procura della Repubblica, Regione Puglia, Provincia di Bari e Comune di Modugno, mira a far dichiarare nulla la VIA, Valutazione di Impatto Ambientale, rilasciata in base a norme che secondo il partito ambientalista non sarebbero state rispettate. Sarebbero venuti meno la partecipazione dei soggetti interessati al processo decisionale, prevista dalla legge regionale 11 del 2001, e la pubblicazione su organi di stampa locali e nazionali della possibilità di creazione di nuovi insediamenti industriali, resa obbligatoria dalla legge 108 del 2003, che ha recepito il Trattato di Arhus adottato dall’Unione Europea. Nessuna osservazione al quadro ambientale è stata finora notificata alla società EcoEnergia, che sta costruendo l’inceneritore nella zona industriale. Non esiste infatti lo sportello cittadino preposto, mancanza che, assicura il sindaco Giuseppe Rana, sarà colmata con una delibera entro domani sera.

Le pubblicazioni sugli organi di stampa locali e nazionali del 3 aprile scorso presenterebbero inoltre diverse anomalie. Quella sul quotidiano “Puglia” sarebbe illeggibile, condensando un testo di oltre 1400 battute in uno spazio di 15 centimetri quadrati. A ruolo di stampa nazionale è stato invece deputato il “QN”, “Quotidiano Nazionale”, che a dispetto del nome non è distribuito su tutto il territorio italiano. “Questo giornale”, afferma Giancarlo Ragnini, portavoce dei Verdi, “non è altro che un allegato di due pagine acquistabile unitamente a Il Giorno di Milano, La Nazione di Firenze e al bolognese Il resto del Carlino”. “In edicola è introvabile”, aggiunge Elena Priore, rappresentante cittadina del partito. Secondo i dati di diffusione nazionale sono 10 le regioni non raggiunte dal QN. Oltre alla Puglia, direttamente interessata dall’insediamento dell’inceneritore, le edicole di Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Trentino, Veneto e Friuli non commercializzano abitualmente il QN.

Assicurato l’invio di una nota di sostegno alla Regione da parte del sindaco di Modugno che, già sfiduciato sull’interessamento delle istituzioni, propone un ricorso congiunto al TAR prima che scada il termine dei 60 giorni. Sono in fase di accertamento anche la proprietà dei suoli, l’ostruzione del cono di volo dell’aeroporto di Bari-Palese e la destinazione delle acque piovane e di lavorazione. Al contrario di quanto riportato nel documento di autorizzazione la zona non sarebbe infatti servita da un impianto fognario. Si attende inoltre la Conferenza di Servizi, prevista per il prossimo 5 giugno e la nomina di un tavolo tecnico. Elementi che aggravano le polemiche delle parti coinvolte.

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Commenti

  • miconsenta1 (utente non verificato)

    leggevo con interesse il corsivo. in pratica non si deve (giustamente) sfilare con i nazisti, ma si può pensare come loro, invocando la sparizione di questi verdi rompiscatole in nome degli sghei. addirittura si loda l’operato di al gore, noto businessman che ha trovato nell’ambientalismo una grande fonte di guadagno, ma quando era vicepresidente USA non ha spinto per l’approvazione del protocollo di kioto.

  • uzdap (utente non verificato)

    il signor fd, esperto in analisi socio politiche, deve detenere verità sulla innocuità delle nanopolveri. Perchè, sul fatto che abbondino a Modugno ci sono dati certi. Nei primi 2 mesi del 2008 si sono sforati i massimi di un anno, a centrali spente. Il suo non è ambientalismo da salotto ma da gabinetto se non va andrà fare gli aerosol sotto i camini dei due insediamenti. I verdi (italiani) oggi stanno bene fuori dal parlamento. Ma non vorrei finire nella brace dell’ignoranza o degli interessi