Un barese a Cipro

La Redazione

Un altro delicatissimo angolo di Mediterraneo in cerca di pace e di diritto umani

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C’e’anche un barese tra i 350 relatori (provenienti da 27 Paesi) intervenuti al IV Sinedrio Internazionale di Studi Cipriologici svoltosi a Nicosia (Cipro) dal 29 aprile al 3 maggio organizzato dalla Societa’ di Studi Cipriologici, sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica Dimitris Christiofas (in foto) e di Sua Beatitudine l’Archipiscopo di Cipro Chrysostomos II.
Si tratta del giornalista free-lance Francesco De Palo che ha discusso degli sviluppi del cosiddetto Piano Annan e del ruolo delle differenti comunita‘ religiose sul territorio turco.
La piccola isoletta di Cipro dal 1974 e’stata occupata militarmente da 40mila soldati turchi ed e’divisa in due dalla cosiddetta green-line sotto il controllo dell’Onu, che non ha pero’impedito uno scempio culturale e religioso di proporzioni inaudite. Infatti nella parte occupata le 500 chiese di rito diverso dal musulmano (protestanti, cattoliche, bizantine) sono state trasformate in night club, hotels, fienili, discariche, garage nello spregio piu’totale di concetti come civilta’ e rispetto. Per non parlare delle preziosissime icone trafugate e immesse nel mercado nero o dei mosaici barbaramente distrutti e sfreggiati dagli occupanti turchi.
Nella sua relazione Francesco De Palo ha evidenziato le motivazioni che hanno portato i ciprioti a votare “no” al referendum sul piano Annan, una soluzione al problema cipriota che l’Onu intese offrire, ma che risulto’ invece un clamoroso autogoal dal momento che risultava privo della sintonia istituzionale con leggi comunitarie, convenzioni europee, Diritti Umani e risoluzioni dell’ONU. Esso fonda la sua base attuativa sull’art. 49 del Trattato di Amsterdam, circa la libera circolazione dei popoli in Europa, salvo poi nella veste pratica escluderne la concreta applicazione. Al suo interno e‘ possibile rinvenire una miriade di interpretazioni, quasi ci trovassimo in fitti cunicoli sotterranei, ad esempio una serie di restrizioni nella liberta’ di movimento e di acquisto di immobili e proprieta‘ nella zona turco-cipriota da parte dei greco-ciprioti. Di contro un cittadino europeo potrebbe acquistare liberamente nella zona turco-cipriota. Riguardo all’acquisizione di immobili, il piano Annan si e‘ caratterizzato per una politica alquanto restrittiva e inapplicabile a causa di alcuni vizi di forma a sfavore dei greco-ciprioti. Un esempio pratico e‘ rappresentato dal fatto che i rifugiati piu’ anziani possono tornare alle loro case (ma non e‘ specificato se possono acquistarle nuovamente) per i primi tre anni in percentuale del 3%. Ogni anno i rientri aumenterebbero dell’1% con un’ interruzione dopo i primi 20 anni. Questi rifugiati non possono comunque superare il 24% della popolazione della parte turca.
Per quanto riguarda poi la difesa dell’isola e‘ contemplata un’azione di completa smilitarizzazione, mentre sarebbe mantenuto un consistente esercito turco-cipriota fino a data da stabilire : altro dettaglio del quale non si comprende al meglio la scelta. Garante della sicurezza dell’isola verrebbe incaricata la Turchia, che non e‘ neanche membro dell’UE.

Il lato greco ha categoricamente rifiutato il programma di Annan, mentre il lato turco si e‘ espresso favorevolmente. La motivazione preponderante contro l’unificazione addotta da parte del lato greco e‘ stata quella di un possibile trasferimento di ricchezza e di risorse dal lato greco a quello turco (atavicamente piu‘ povero) anche da parte dell’Unione Europea. Inoltre mentre ai colonizzatori turchi (che popolano la maggior parte nel nord occupato) e’ stato consentito di accedere alle urne, i rifugiati che erano fuggiti da Cipro non hanno avuto diritto di votare in un referendum che sarebbe stato determinante circa il loro futuro (nello specifico il diritto di ritornare in possesso delle loro proprieta‘). Nel maggio 2004 Cipro e‘ entrata nell’UE, anche se in concreto cio‘ si applica soltanto alla parte del sud dell’isola.

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