Tra “I tesori dell’Adriatico” anche le dimore storiche pugliesi

Stefania Losito

In Puglia non esiste ancora un censimento su ville antiche e castelli

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Dal Gargano al Salento, le dimore storiche pugliesi puntellano la Puglia offrendole una possibilità di rilancio turistico. La maggior parte sono patrimonio di privati che però temono l’apertura al pubblico. Eppure, per una nuova forma di turismo medio-alto, la Regione e la Soprintendenza ai beni culturali pugliese hanno promosso un progetto chiamato “I tesori dell’Adriatico”, finanziato dal fondo europeo di sviluppo regionale Interreg IIIA. Se n’è parlato oggi al Castello Svevo di Bari, con l’arch. Guglielmo Monti, soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio del Veneto, e Michela Tocci, in sostituzione del soprintendente pugliese Martines.

L’idea prende le mosse dall’esperienza delle 700 ville storiche venete (su 4.700 complessive) che hanno aperto i battenti al turismo promuovendo interventi che possano offrire serivizi senza però ledere l’integrità artistica e storica degli edifici stessi. Ma come convincere i proprietari di dimore storiche pugliesi ad aderire al progetto? “L’obiettivo è aprire a un nuovo modo di vivere le dimore storiche, quello di riutilizzarle e metterle a disposizione di un certo standard di pubblico che ne possa godere”, ha spiegato Tocci.

Non è previsto alcun incentivo per i privati, che però godranno di maggiori tutele, valorizzazione dei beni e guadagni cospicui. Il progetto prevede la creazione di un network che colleghi la Puglia con le regioni transfrontaliere, tramite tour operator e secondo dieci direttive imposte dall’Ue, tese alla realizzazione di un turismo destagionalizzato. Innanzitutto la creazione di una rete collegata alle regioni come Croazia, Serbia, Montenegro, Dalmazia, oltre quelle dell’Adriatico italiano</strong>; un censimento sistematico delle dimore storiche e dei castelli, attualmente non esistente in Puglia, con la conseguente classificazione; una raccolta di studi e documenti sugli aspetti storici con la relativa pubblicazione, e le attività di promozione del progetto stesso.

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Commenti

  • wadirum (utente non verificato)

    Perchè non essere un po’ generosi e pubblicare l’indirizzo del sito dedicato? Eccolo: http://www.tesoridelladriatico.com
    (Non faccio parte dello staff, sono solo un cittadino che adora la sua regione e vuol farla conoscere al maggior numero ddi persone!).