Professionista barese sequestra, picchia e violenta l’ex fidanzata

La Redazione

Prima l’ha portata e violentata in una sua abitazione in provincia, in serata l’ha ricondotta a Bari dove ha ripetuto le violenze

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Sequestra, picchia e violenta la sua ex convivente due volte in un giorno. Tutto è accaduto ieri. L’uomo è un 43enne, professionista barese, arrestato questa mattina nel capoluogo pugliese dai carabinieri del locale Nucleo Radiomobile con le accuse di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni volontarie aggravate nei confronti di una donna 46enne, anche lei di Bari. L’aggressore è stato bloccato grazie ad un sms inviato dalla vittima a sua sorella, che, di conseguenza, ha potuto avvisare i militari.

La donna era stata segregata in un’abitazione. Al momento del ritrovamento dei carabinieri, era in forte stato di shock, seduta sul pavimento del soggiorno con un ematoma all’occhio sinistro, per giunta sanguinante. I militari, che hanno fatto irruzione dopo aver udito le urla della malcapitata, hanno potuto constatare che il suo aguzzino, dopo aver imposto alla vittima di salire sulla sua autovettura, l’aveva portata nella mattinata di ieri nella sua abitazione in provincia, dove ha prima aggredito e poi costretto la donna ad avere un rapporto sessuale dietro minacce di morte.

In tarda serata, prima di ricondurla in città, l’aggressore le ha medicato alcune delle ferite procurate. Giunti a Bari, l’ha portata presso un’altra sua abitazione dove ha ripetuto le stesse azioni: prima ha aggredito la vittima, successivamente l’ha violentata. La donna, però, all’insaputa dell’uomo, è riuscita ad inviare alla sorella il messaggio telefonico, che l’ha salvata dalle grinfie del suo ex convivente.

La vittima ha riportato lesioni guaribili in otto giorni.

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Commenti

  • superwoman (utente non verificato)

    perchè non si fa nome del professionista?forse è intoccabile?

  • amoguardareilmare (utente non verificato)

    condivido con superwoman per quale motivo non si fa mai il nome del balordo? appartiene a qualche casta di intoccabili? essendo un professionista a maggior ragione si dovrebbe fare il nome perchè io, cliente, posso sapere da chi mi sto andando a servire…

  • fortunata (utente non verificato)

    Intanto, se le forze dell’ordine non divulgano le generalità neanche noi siamo tenuti a farlo. Ricordo a tutti che nessuno è colpevole sino all’ultimo grado di giudizio.
    per cui si tratta sempre e comunque direati presunti, anche in presenza di rei confessi.
    Per cortesia, niente tentazioni forcaiole e lasciamo che la giustizia faccia il suo corso

  • soryana (utente non verificato)

    magari ci fosse una giustizia…

  • procivitate (utente non verificato)

    L’auspicio è che allorquando emrgerà la verità,al responsabile sia inflitta una pena esemplare.Talvolta conoscere l’identità dell’aggressore,nel caso di specie di un professionista,serve a poco se per atteggiamenti moralmente discutibili, gli ordini professionali non adottassero provvedimenti atti ad impedire il proseguo della attività libero professionale,o se trattandosi di un dipendente presso qualsivoglia ente o azienda non fosse licenziato.

  • eterno (utente non verificato)

    perchè non scrivono i nomi e cognomi con tanto di foto di questi balordi assassini, degenerati??

  • morgan979 (utente non verificato)

    il nome non lo scrivono perchè è figlio di un professore universitario abbastanza potente, fosse stato un pezzente avrebbero messo anche la foto

  • procivitate (utente non verificato)

    Probabilmente il nome è noto,altrimenti non sapresti che il presunto responsabile è figlio di un Professore Universitario.Probabilmente,se come sostieni fosse stato un pezzente,la stampa non avrebbe dedicato allo spregevole atto di violenza tanta risonanza.