Current tv altro che Grande Fratello….

Sisso

Al Gore, premio Nobel per la Pace ed appassionato di nuovi media presenta il progetto che sta cambiando il sistema mediatico mondiale

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Che fare quando una nostra idea, un ideale, sicuramente giusto, che sappiamo dalla parte di un gruppo di persone, di una maggioranza, magari un intero popolo, viene sottoposta al giudizio di coloro per cui l’abbiamo costruita, in contrasto con l’idea di un gruppo di interesse, contrario a noi e a quel popolo stesso, minoritario e palesemente in malafede; e scopriamo che coloro in cui crediamo, quel popolo, quella maggioranza, sceglie chi opera contro il suo stesso interesse, lasciandoci al palo, fuori dalla Camera?
Se vi chiamate Alonso Quijano probabilmente vi mettereste una padella sulla testa ed uscireste a caricar a testa bassa contro i mulini a vento. Ma se voi foste un vero Democratico, di quelli con la D maiuscola dai tempi di Napoleone, magari con un Premio Nobel per la Pace che vi pesa sulle spalle ed un paio di texas boots vecchi di trent’anni nei piedi, vi porreste un problema più profondo, radicale, domandandovi allora come si possano cambiare le cose, fermare una guerra in un paese dove un americano su tre pensa vero che Sadam Hussein sia responsabile dell’attentato alle Torri Gemelle o ignora semplicemente che il mondo sta giorno per giorno bruciando se stesso, per l’interesse di (molto) pochi, contro l’interesse di tutti. 
Il vero problema è che non siamo riusciti a parlare, a dire e spiegare le nostre ragioni, in una democrazia malata, dominata da media malati, nelle mani di pochi ma in grado di influenzare tutti.
Se aveste studiato alle Frattocchie – come me – probabilmente vi mettereste a lavorare sull’unico strumento di comunicazione politica che conoscete, il Partito, cambiandogli nome due o tre volte, magari ipotizzando per il futuro di farne tanti, locali e federali.
Ma se vi foste laureato nel 68 ad Harvard, guardereste alla televisione.
E come fare a far in modo che in televisione viaggino contenuti veri, notizie non controllate da un editore, libere delle logiche di scarsa qualità e di profitto della carta stampata, dai publiredazionali alle veline, in un mercato drogato da contributi pubblici, monopolistico dal punto di vista dell’offerta pubblicitaria? E per di più nelle mani dei tuoi avversari?
Forse imitando il l web e dando agli utenti finali l’accesso alla produzione dei contenuti, delle notizie, alla definizione stessa del palinsesto.

Vi chiamereste allora Al Gore ed avreste incontrato all’Ambra Iovinelli di Roma i blogger italiani, lanciando in Italia Current Tv.

Current Tv  è una vera televisione di informazione basata su un palinsesto shuffle (casuale) di riproduzione a ciclo continuo di brevi filmati di news (da 2 ad 8 minuti), selezionati sulla base di un meccanismo di gradimento da parte dei telespettatori ed (in parte) auto-prodotti, i cosidetti VC-square (Viewer Created Content).
Molto simile dal punto di vista della fruizione alla MTV dei primordi, ma con finalità alla notizia e non tanto alla musica, che eredita dal mondo del blog e dal Web 2.0 l’idea di Consumer Generated Content.
Current Tv di Al Gore, attiva in Usa dal 2005, ha scelto l’Italia come primo paese non anglofono dove esportare la sua iniziativa. Probabilmente con un occhio di riguardo per la tradizione di produzione cinematografica Italiana e romana.
E lo ha fatto in grande stile all’Ambra Iovinelli, uno storico teatro sede negli ultimi tempi di grandi dibattiti della sinistra romana, stracolmo per l’occasione, in cooperazione con Sky, che mette a disposizione un canale (il 130) per la distribuzione dei Pod,.
Blogger, tanti, curiosi e gente di televisione altrettanta. Vedere un premio nobel che parla di televisione capita di rado a Roma; di solito bisogna andarsi a cercar quanto meno Dario Fo.
Il business? Sky a costi marginali aggiunge contenuti e forse utenze ai suoi canali. Current sbarca in Italia, sperando di raccogliere a prezzi stracciati (da 200 ai 1.000 dollari) contenuti da distribuire a livello internazionale.
Sullo sfondo la categoria dei giornalisti, quantomeno seccata per un’ingerenza dilettantesca non gradita, ed i V-CAMs (Viewer Created Advertising Messages).
In agguato come tigri di celluloide.

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