1978 – 2008: Bari ricorda Aldo Moro

Claudio Cimaglia

Emiliano: “Sta a noi trovare la forza di emulare questi personaggi e riappropriarci di quei valori che hanno reso inestimabili certe figure”

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A trent’anni esatti dalla morte di Aldo Moro, sulla facciata del palazzo comunale di Bari, questa mattina è stata affissa una lapide commemorativa. L’anniversario della morte dell’ex presidente della Dc, che coincide con la giornata nazionale della Memoria per le vittime del terrorismo, è iniziata questa mattina alle 11 in Piazza Moro, esattamente dove è ubicato il monumento commemorativo dello statista.

Qui il sindaco di Bari Emiliano, il prefetto Schiraldi, il magnifico rettore Petrocelli e un folto gruppo appartenente all’associazione “Amici di Aldo Moro” si sono dati appuntamento per porre accanto al busto delle corone rappresentative in onore di uno dei personaggi che ha scritto la storia d’Italia e che ha dato la vita per la democrazia.

In presenza di rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, al gruppo si è aggiunta una schiera di curiosi, che non ha potuto far altro che applaudire alle parole del sindaco e del prefetto quando hanno ricordato le gesta di Moro e hanno apposto le corone. Cerimonia toccante, a prescindere dal colore politico dei presenti.
Moro ha svolto il suo lavoro con totale dedizione in osservanza di valori ben oltre lo schieramento politico.

Ovviamente, non è un caso che la cerimonia coincida proprio con il giorno in cui l’Università degli Studi di Bari ha mutato il proprio nome in onore di Aldo Moro. “Moro è un modello etico a cui tutti dobbiamo tendere – ha spiegato Petrocelli – in sede di Senato Accademico abbiamo discusso e la decisione è stata presa quasi all’unanimità, un solo voto contrario”.
Qualcuno si è anche commosso: è il caso del vice sindaco Martinelli il quale, man mano che avanzavano i ricordi, non è riuscito a trattenere le lacrime.

All’esterno del teatro Piccinni è stata inaugurata la lapide in memoria di Moro e della sua scorta. Forze dell’ordine in alta uniforme, autorità cittadine e regionali, studenti e curiosi hanno continuato ad applaudire un uomo che ha fatto della propria vita una missione, diventando un esempio di comportamento per tutti.
A mezzogiorno, un minuto di silenzio dedicato a tutte le vittime del terrorismo.

“La lapide – ha commentato Emiliano – è stata posta accanto a quella delle vittime della strage di Bologna. Sono questi due momenti storici che hanno segnato la città di Bari. Sta a noi trovare la forza di emulare questi personaggi e riappropriarci di quei valori che hanno reso inestimabili certe figure”.

Sulla lapide intitolata a Moro compaiono anche i nomi dei suoi “angeli”, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino, gli uomini della sua scorta che persero la vita assieme a lui. “I loro nomi sono scritti senza aggettivi, senza grado o corpo di appartenenza – ha proseguito Emiliano – perché sono degli eroi, e per gli eroi non serve altro che il nome”.

Tra i presenti, molto significativa la figura di Maria Pia Zizzi, sorella di Francesco, uno degli agenti della scorta di Moro, visibilmente commossa dal calore che i presenti hanno manifestato.
Questa sera continua, alle 19.30 nel cortile dell’Ateneo di Bari, la giornata del ricordo con “Le parole raccontano. Lettura di scritti di Aldo Moro”, a cura degli attori del teatro Kismet Opera, durante la quale verranno proposti passi tratti dagli scritti del grande statista.

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