Scuola, domani Cobas in sciopero: “I recuperi sono una farsa”
Richiesto il ritiro dell’ordinanza ministeriale 92 sui debiti formativi: “Ridicoli”
Inizierà con uno sciopero generale degli insegnanti il primo giorno da ministro dell’Istruzione di Mariastella Gelmini, forzaitaliota della prima ora e imprenditrice di professione.
Ad indire la manifestazione su tutto il territorio nazionale è il sindacato dei Cobas. Tra gli obiettivi dello sciopero spicca il ritiro dell’ordinanza ministeriale 92. Con cui l’allora responsabile del dicastero di via Trastevere, Beppe Fioroni, decise di regolamentare l’attività di recupero dei debiti formativi degli alunni con gravi insufficienze. In pratica lezioni suppletive che i Cobas non esitano a definire “farsa”. “Ridicolizzano la scuola – si legge in una nota – e spingono i docenti, in cambio di mancette salariali, a divenire complici di una scuola cialtrona”. Sempre l’ordinanza ministeriale 92 impone, secondo il sindacato, “lavoro gratuito per gli ausiliari tecnici e amministrativi degli istituti, ledendo il diritto alle ferie e mettendo a rischio la formazione degli organici in tempi utili”.
Quello dell’attività di recupero sarà sicuramente una brutta gatta da pelare per il neo ministro Gelmini. Che da subito deve far fronte agli ostacoli gestionali indotti dall’ordinanza ministeriale 92. Nella stragrande maggioranza degli istituti, infatti, l’organizzazione dei corsi sta creando difficoltà non solo per ciò che concerne la quadratura dei bilanci legati al mantenimaneto delle attività, ma soprattutto nella conciliazione delle esigenze degli insegnanti e delle famiglie. Oltre la metà delle scuole, secondo una recente indagine prodotta dai sindacati di settore, non avrebbe risorse economiche sufficienti per organizzare i corsi. Senza dimenticare la poca disponibilità a rinunciare a buona parte delle ferie da parte del corpo docente.
L’orientamento del centrodestra sembra essere quello di impostare un orario più flessibile delle lezioni che consenta livelli differenziati di didattica: da un lato l’approfondimento per i “più bravi”, dall’altro il recupero per chi ha bisogno di rimediare alle insufficienze. Anche se non è stato confermato, nell’aria pare ci sia una scansione in due bienni più il quinto anno per i percorsi di studio del secondo ciclo. Con verifiche di medio periodo, ossia ogni due anni.
Sempre nello sciopero di domani, i Cobas protesteranno contro gli annunciati tagli alla scuola, circa 11 mila secondo le previsioni. Sarà richiesto, inoltre, l’immediato ripristino del diritto dell’assemblea per insegnanti e gli operatori: “La scuola-azienda di Berlinguer, Moratti, Fioroni e la sedicente autonomia sono fallite: hanno demolito la serietà e l’impianto unitario della scuola pubblica, banalizzato la didattica e il lavoro di docenti e Ata producendo ignoranza ed analfabetismo di ritorno”, conclude la nota del sindacato.
Vecchi problemi, nuovo governo. La strada verso la stabilizzazione e il riconoscimento degli insegnanti sembra davvero lunga.
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