Il Corteo della svolta

Fortunata Dell'Orzo
La Caravella giustamente stilizzata nella foto di Michele Falcone

Peccato soltanto l’obbrobrio della diretta televisiva di Telenorba, che ha portato nel mondo non Bari ma il disastro culturale e tecnologico delle nostre emittenti “locali”

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La svolta c’è stata ed è stata evidente: Antonio Minelli, della Compagnia delle Vigne, senza la zavorra di altri improvvisati partner, ha saputo fare un buon lavoro, dignitoso ed emozionante. La popolazione c’era e apprezzava. I figuranti erano finalmente composti e compresi, le animazioni, sobrie e semplici, erano finalmente in linea con le Sacre Rappresentazioni medioevali, pie espressioni di devozione popolare.
E se negli anni scorsi questa testata non ha risparmiato critiche anche asperrime agli organizzatori e al Comune che buttava i nostri soldi dalla finestra, questa volta va onestamente riconosciuto che, per le potenzialità della città, per i suoi segni e simboli, per i suoi significati (Bari è ancora un paesone di provincia che non riesce a rinunciare al panino e alla birra e lascia che decine di bancarelle e autofurgoni punteggino il lungomare di maleodoranti preparazioni mordi e fuggi), abbiamo assistito ad una rievocazione storica di discreta fattura e di notevole impatto emozionale.
L’idea, poi (e finalmente) di far sbarcare San Nicola dal Mare (peccato solo quel peschereccio a metà strada fra l’albero di natale e la piccola astronave esploratrice di “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” ) e poi portarlo sulla “caravella” fino in Basilica ha confermato che quest’anno ci si è sforzati di fare tutti un buon lavoro.
Bene, bravi, speriamo che la prossima volta sia solo in meglio e non si torni alle orribili cose viste fino allo scorso anno.
E ora veniamo alle dolenti note. Come era stato anche abbondantemente strombazzato dalla stessa emittente e dall’ufficio stampa del Comune, il Corteo è stato anche trasmesso in diretta su Telenorba8, nell’ambito di un programma di divulgazione del nome di Bari nel mondo (ma soprattutto con un occhio a est e alla Russia in particolare): da qui l’idea eccellente di trasmettere in streaming le immagini della Kermesse sul sito del Comune di Bari.
Non abbiamo capito (e stiamo contattando chi di dovere per saperlo con certezza) se Telenorba ha preso soldi (difficile immaginare uno come Montrone e la sua cricca di cognati che fanno qualcosa per la gloria) per dare il peggio di sé. Dal disastro generale, salviamo solo Antonio Loconte, il collega che faceva la telecronaca più o meno al Margherita: ha lavorato in condizioni da incubo, senza contatto diretto con la regia, senza una scaletta, senza un foglio, potendo contare solo su un monitor asfittico, Padre Bova ( e meno male) e il prezzemolino tuttologo di Bari Vecchia Michele Fanelli, del quale, anche in Tasmania, verso la fine si son dovuti sorbire una “poesia” su San Nicola di cui è bene non resti memoria).
Gustavo Delgado, dalla Basilica, invece, sembrava ormai la fotocopia di se stesso: banalmente ripetitivo, fintamente cordiale, scarsamente informato sulle vicende nicolaiane, troppo entusiasta di quello che stava vedendo o sentendo, per fortuna aveva Padre Gerardo Cioffari a salvarlo e a raccontare un po’ di cose interessanti.
Ma chi merita la maglia nera della vergogna è la regia: il corteo fatto vedere (male) a pezzi e bocconi, senza uno story board, senza capire chi faceva cosa prima e dopo, senza passione, senza partecipazione, manco fosse la solita conferenza stampa a cui si danno due botte di camera e via.
E poi (visto che era uno dei must della diretta) il “barese nel mondo” ha dovuto pure sorbirsi lunghi tratti di buio, in quanto i geni fecondi di Conversano (che trasmettono anche su Puglia Channel) non hanno pensato a illuminazioni autonome ma stavano appoggiati, come si dice, alla luce prevista per il corteo…..bella figura di cavolo…: per non parlare poi dei lunghi primi piani delle baresotte tappe e volgarotte, truccatissime e zaguanissime che mangiavano i lupini sul lungomare, sputandone elegantemente le bucce direttamente sui marciapiedi. Complimenti veramente. Il barese nel mondo ringrazia per avergli ricordato uno dei motivi per cui ha lasciato questa terra.
E per chi ha avuto la sciagurata idea di assistere a questa schifezza in televisione, c’era per giunta la pubblicità ogni dodici minuti: per cui speriamo almeno che Montrone non si sia fatto pagare, perché altrimenti si deve pensare che si sia venduto una diretta che comunque aveva la copertura pubblicitaria (e dunque i soldi degli sponsor).
Per cui, un Corteo storico finalmente accettabile, ma una Telenorba ormai incapace di esprimere qualità e professionalità degne di essere esportate, non dico in Russia, ma neppure a Capurso.

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Commenti

  • wadirum (utente non verificato)

    Ebbene sì, è vero, Telenorba non ci ha reso un buon servizio e mio padre (91 anni) che sperava di vedere in TV il corteo storico (come promesso), dopo un po’ – frustrato – ha cambiato canale. Non sono gli strumenti tecnologici che mancano, è ancora la cultura (dal regista in giù) che fa cilecca!!! Purtroppo per noi.

  • aziendabari (utente non verificato)

    Cara Fortunata, invece io penso che “fortunatamente” è l’ultimo corteo della serie “ricostruzione storica” che ha trasformato l’evento in un funerale. Atmosfera lugubre, abiti neri, buio diffuso.
    Ma l’arrivo delle ossa fu un fatto gioioso per la popolazione ed alla luce del sole.Spero che il prossimo sia un evento che manifesti gioia, allegria e baresità con luci e vestiti colorati.