Esproprio Petruzzelli: è polemica politica

La Redazione

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In replica alle dichiarazioni rese da alcuni parlamentari del centro destra, il Sindaco Michele Emiliano precisa quanto segue:
“è vero che io avevo ritenuto il 5 aprile che le indiscrezioni sulla sentenza della Corte Costituzionale fossero solo delle “bufale elettorali, una fantacronaca giudiziaria”, e devo ammettere purtroppo d’essermi sbagliato. Chiedo quindi a Fitto come faceva lui il 5 aprile, cioè ben 11 giorni prima della camera di consiglio nella quale la causa è stata decisa, a sapere che le indiscrezioni dell’agenzia Ansa erano delle granitiche certezze? Se una vicenda del genere fosse capitata, facciamo un esempio, in una causa che lo riguardava personalmente, avrebbe avuto si o no motivo di perplessità su quanto accaduto? Comunque, io le sentenze sono abituato a rispettarle sempre, anche quando mi lasciano perplesso.
Ad ogni buon conto, è assolutamente falso che l’esproprio dichiarato incostituzionale abbia ritardato i lavori del Teatro Petruzzelli. Anzi, è vero il contrario. Ciò che li aveva realmente bloccati era la insufficienza dei fondi previsti dal Protocollo di Intesa del 2002, sottoscritto proprio da Fitto, Di Cagno Abbrescia e dal governo nazionale di centro-destra. Lo stesso avvocato Costantino, difensore della famiglia Messeni Nemagna, più volte per iscritto ha denunciato la carenza di quei fondi e la impossibilità che quell’accordo consentisse la riapertura del teatro.
Per tale motivo abbiamo chiesto e ottenuto dal governo Prodi 8 milioni di euro.
Ma di fronte a questa ulteriore necessità, il Ministero dei Beni Culturali ritenne impossibile stanziare ulteriori 8 milioni di euro ai privati proprietari del Petruzzelli, non corrispondeva infatti alle regole del buon utilizzo del denaro pubblico versare ai privati ulteriore denaro pubblico non previsto da alcun accordo.
Ecco perchè il Ministero fu costretto a espropriare, per poter investire ulteriore denaro pubblico sul Petruzzelli, accelerandone così la ricostruzione. La prova di questo è data dal fatto che i lavori sono in corso in unico lotto e che il 6 dicembre 2008 il teatro si inaugurerà.
Il venir meno dell’esproprio lascia dunque sine titulo il versamento della somma di 8 milioni di euro che in qualche maniera dovrà essere giustificata, altrimenti si determinerebbe un indebito arricchimento di privati, non previsto dal Protocollo di intesa del 2002, già molto oneroso per lo Stato.
Si ricorda infatti che tale accordo prevede la totale ricostruzione del teatro a spese degli enti pubblici, il pagamento di un canone di affitto per 40 anni di 500mila euro l’anno rivalutabili, ed infine la restituzione del teatro ai privati proprietari alla fine del quarantennio.
L’iniquità e l’insufficienza di tale accordo è stata quindi la vera ragione dell’esproprio che, peraltro, in tutti i giudizi sin qui svolti è stato sempre considerato legittimo.
Si ricorda infatti che la Corte Costituzionale ha ritenuto illegittimo non l’esproprio ma l’utilizzo del decreto d’urgenza, ex art 77 della Costituzione. Se l’esproprio fosse stato operato con la procedura ordinaria, sarebbe stato regolare.
Ribadisco infine che l’unico uomo politico pugliese ad avere formalmente richiesto al Ministero dei Beni Culturali l’esproprio del Petruzzelli nell’ottobre del 2002 fu proprio Raffaele Fitto, il quale dichiarò “esprimo una mia personale valutazione che è quella di una richiesta come Regione al ministero, e quindi non a nome degli altri enti locali, di procedere all’esproprio del teatro Petruzzelli perchè non è più consentito, non è più possibile, perdere ulteriormente tempo". Fitto dunque smentisce se stesso, egli sapeva sin dal 2002 che l’esproprio avrebbe accelerato e non rallentato la ricostruzione del teatro”.

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Commenti

  • liberalamente (utente non verificato)

    Grazie Emiliano per la tua decisione:hai restituito comunque il teatro alla città! Io avevo fiducia nei giudici costituzionali: ora la destra ha infangato anche l’ultimo baluardo della democrazia italiana facendo uscire prima del tempo la notizia della decisione! Talpe anche nella Corte Costituzionale: ma si devono screditare proprio tutte le Istituzioni democratiche?forse Gelli vive …ancora!

  • procivitate (utente non verificato)

    Stupirsi della presenza di eventuali talpe anche nella Corte Costituzionale,non può destare sorpresa,atteso che in molticasi gli indagati hanno appreso di essere destinatari di avvisi di garanzia dagli organi di stampa e non attraverso i canali ufficiali.

  • mister (utente non verificato)

    Una cosa è certa: alla destra non è primario l’interesse per il Petruzzelli (altrimenti non si spiegherebbe perchè loro non lo hanno ricostruito) ma solo la sterile polemica politica anche se dicono il contrario di quello che affermavano quando erano al governo della Nazione, della Regione e della Città. Purtroppo la gente non pensa a ciò e li vota ROVINANDO la Nazione e quindi loro stessi.

  • daniel56 (utente non verificato)

    Quindi lo stato deve ricostruire a sue spese il teatro (ma non dovevano farlo i proprietari ?) prenderlo in fitto a caro prezzo e poi darne l’uso ai proprietari. E questo a causa di un incredibile accordo del 2002 di Fitto & Co. Se giustizia deve essere fatta allora gli eredi devono rimborsare la ricostruzione, altrimenti sarebbe un bel regalo che meriterebbe miglior sorte.
    Certo che il governo Prodi poteva pensarla meglio… non so proprio chi ha sbagliato di più.

  • procivitate (utente non verificato)

    Dividersi su temi così importanti per una comunità,non ha molto senso.Credo che sulla vicenda sollevata dal centro destra in merito alla questione dell’esproprio non può dirsi che avesse torto.Del resto anche il Sindaco ha ammesso di non averlo mai chiesto,probabilmente perchè da uomo di Legge lo riteneva una forzatura. Non è corretto sostenere che il centro destra sia stato sempre a dormire.Bari riavrà il suo teatro,questo è quel che conta.Grazie a tutti,ivi compreso al Sindaco Emiliano.

  • aziendabari (utente non verificato)

    Leggo un cumulo di fesserie.La notizia venne da un notiziario ANSA.Prima dell’esproprio Di Cagno Abbrescia fece un’interrogazione urgente per dire al Governo che la confisca era illegittina come poi sancito dalla Corte Costituzionale.
    Stavamo in mano a dilettanti ed a Bari lo siamo ancora per un anno. L’unica speranza è che Emiliano produca minor danno possibile fino alle nuove liberatorie elezioni comunali.