AQP: scioperano i dipendenti contro Monteforte

Antonella Ardito

Management sotto accusa: non gradito il direttore del personale

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Una protesta rumorosa e colorata ha animato ieri il centro cittadino, bloccando tra le 11 e le 12 Corso Cavour e il lungomare Nazario Sauro. I lavoratori dell’Acquedotto Pugliese hanno manifestato con uno sciopero generale regionale contro i vertici dell’azienda, con un corteo di trecento persone partito da Via Cognetti, sede storica di Aqp, per arrivare fino alla Presidenza della Regione Puglia e ottenere udienza da Nichi Vendola e spiegare ai vertici regionali i punti di rottura con Ivo Monteforte, amministratore delegato di Aqp e Massimiliano Bianco, direttore generale dell’azienda che da da bere a pugliesi. I rappresentanti sindacali non sono stati ricevuti dal Governatore ed hanno preso accordi telefonici con Francesco Saponaro, assessore regionale al bilancio, per un incontro da tenersi nel più breve tempo possibile nel tentativo di risolvere le controversie.
L’attuale management dell’Acquedetto è reo secondo Adriano Solidoro della Cisl, “di non aver rispettato gli accordi sulla gestione del personale, mettendo a rischio alcune posizioni lavorative non tutelate dal contratto nazionale del lavoro. C’erano degli accordi che sono stati disattesi e ora i margini per la discussione si sono assottigliati di troppo”. Sul banco degli imputati, secondo tutte le sigle sindacali eccetto Cgil, che non ha aderito allo sciopero, c’è la mancanza di sicurezza sui cantieri e un “atteggiamento antisindacale” nei confronti dei dipendenti.
In una nota l’Ugl, spiega lo sciopero con la necessità di “opporsi alla condotta dei vertici dell’azienda e alle scelte senza criterio nei confronti di chi opera quotidianamente con sacrificio.
Con il tempo si è avuta la sensazione che Aqp non abbia mai considerato la possibilità di riprendere le relazioni sindacali, anzi con il trascorrere dei giorni si è capito che con premeditazione si è cercato lo scontro”. Altro pomo della discordia la querelle sui consulenti utilizzati dall’azienda e la mancanza di rispetto del codice etico.
Sono circa 1700 i dipendenti del colosso nato nel 1869 da un’idea di Renato Imbriani per portare l’acqua dal Sele a Bari e in tutta la Puglia e ieri, secondo fonti Aqp, il 33.6% di loro ha scioperato.
Sui motivi di rottura con i sindacati, i vertici di Aqp si trincerano dietro un poderoso no comment, ma la frecciata dei sindacati sulle consulenze è rispedita al mittente con garbo, perché l’Aqp le ha ridotte all’osso e con il nuovo piano industriale punta a ripianare le perdite della rete di distribuzione oggi pari al 52% entro il 2010, e recuperare così 250 milioni di euro. Sul piano del personale sono 144 i lavoratori immessi in organico nel 2007, mettendo mano al concorso bandito nel 2006. Ma i sindacati non le nuove assunzioni contestano ma il rapporto tra la base e i capi dell’Aqp.

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