La Marcia su Roma
Qualcuno spieghi a Veltroni che Moro, nel suo progetto politico, non c’entra un bel nulla
Adesso il quadro è completo. Anche la cornice è stata sistemata.
Così come allora, anche questa marcia è stata “incruenta”. Ma spettacolare.
Auguri e complimenti ad Alemanno, uomo duro ma di sani principi, che sicuramente svolgerà al meglio la sua delicata funzione.
Ma gli auguri più sentiti e calorosi bisogna rivolgerli a Veltroni perché ha saputo tramutare in realtà il sogno ed il disegno di un certo Licio e dei suoi sodali : la semplificazione del quadro politico nazionale.
In un sol colpo ha consegnato l’Italia ad una destra sempre più retriva e fatto scomparire dal Parlamento la vera sinistra.
In compenso si è portato dietro la Binetti, Calearo, Di Pietro etc.
A proposito di Di Pietro, come avranno votato i suoi amici di partito al comune di Roma?
I conti, al Comune di Roma, non tornano. Alla Provincia si vince ed al Comune no? Mancano tra i settanta e gli ottanta mila voti al Comune.
Proviamo ad analizzare velocemente ed a caldo.
Si può ritenere che qualcuno, a sinistra, abbia voluto fare uno scherzo a Walter ed al candidato sindaco. Vero. Ci può stare qualche “dissidente”. Ma se la sinistra non esiste più?
Ma ancora non ci siamo.
E la Binetti, Calearo, e gli altri cattolici integralisti della ex Margherita, per chi avranno votato?
Solo i radicali, forse, hanno votato compatti per Francesco.Ma sono pochi, poverini.
Ed i socialisti, i verdi, quelli della (ormai) ex Sinistra Democratica?
E poi c’è sempre qualche amico del baffetto nazionale che, per carità, non avrà votato per Alemanno, ma, forse, qualche scheda bianca e/o nulla nell’urna l’avrà pure messa!
Attento Walter. Credo che il tuo progetto sia stato affossato dai tuoi stessi “amici” ed anche perché completamente errato e fuori dalla storia.
Come si può pensare di mettere insieme ex comunisti, radicali, dipietristi, cattolici integralisti,grandi imprenditori, in un soggetto che si richiami ai valori storici della sinistra?
Si è sussurrato, da qualche parte, che ti sei ispirato ad Aldo Moro che, ricordi, voleva far incontrare i cattolici con i comunisti.
A tal proposito ti rispose in maniera egregia Aldo Tortorella, in qualche modo avvisandoti dell’infondatezza e della pericolosità delle tue tesi, ricordandoti che “Aldo Moro era un fedelissimo della dottrina sociale cristiana, per cui non può esserci nessun riferimento a lui nel moderatismo del neonato partito democratico che annulla un secolo di lotte del movimento dei lavoratori. E poi, il compromesso storico, allora, non aveva nulla a che vedere con l’idea del partito unico!”
Non hai voluto ascoltare le parole di uno che di storia e politica ne sa qualcosina in più di te!
Non hai voluto ascoltare gli strazianti appelli dei tanti che ti hanno supplicato.
Ed hai fallito miseramente.
E’, quindi, forse già tempo di ammettere il fallimento della tua politica e fare le valigie in tutta fretta, passare la mano a chi, a sinistra, (che esiste, credimi,) possa ricostruire un percorso nuovo, che parta, per l’appunto, da sinistra, e che sappia conciliare le esigenze di rinnovamento della politica, (certo), di sicurezza, (certo), dei costi della politica, (certo), ma che parli soprattutto di solidarietà, di lavoro, di ambiente, di pace, di accoglienza, di femminismo, di laicità dello stato; che presti ascolto e dia voce ai movimenti, ai giovani, agli anziani, ai disabili.
In una parola, che dia voce a chi, oggi, non ne ha e non ne avrà nei prossimi cinque anni almeno.
Abbiamo davanti almeno cinque anni per ricostruire la sinistra, quella vera, quella che si oppone alle attuali, scellerate pratiche capitalistiche, che si impegni a studiarne a fondo e seriamente i suoi sviluppi devastanti, che porteranno l’umanità intera ad un punto di non ritorno e le combatta dall’interno,con la forza delle idee, delle buone prassi, della passione e della ragione.
*Utente di Barilive.it
Commenti
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Sì, la vera sinistra. Sì, certo…
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ormai mi è quasi impossibile cominciare la giornata senza…sfogliare…barilive.Articoli come questi, ed altri, mi riconciliano e rasserenano: dunque non sono solo;altre voci si levano;altre parole si scrivono e progetti devono raccordarsi. Sarà dura! ma sarà resistenza!.
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Io continuo a non capire quelli che danno la colpa della catastrofe a Veltroni.Ogni partito deve fare un mea culpa e partire da sè e dalle esigenze delle persone vere, in carne ed ossa. Seppur addolorata da questa situazione sono convinta che una riflessione di cinque anni potrebbe farci bene.
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La nostra sinistra ha tutto il tempo di tornare tra la gente, di scendere dal suo piedistallo, di spogliarsi di quella superiorità che ha avuto tanta parte in questo declino.Ma è necessario che ci diamo da fare tutti quanti, nei contesti in cui viviamo, se non vogliamo che la nostra democrazia venga minata alla base come temo che si pian piano accadendo.
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Solo in Italia chi sbaglia non paga.
sopratutto se sono politici.
A Novembre Berlusconi era dato per morto, isolato da suoi alleati. Veltroni lo ha resuscitato e gli ha dato vita in base ad uno stupendo disegno politico che ha ridato il potere alla destra. Bravo, come minimo dovrebbe ritirarsi a vita privata, ma prima evidentemente deve annullare completamente la sinistra o quello che ne rimane. -
Quando si sbaglia così clamorosamente, vuol dire che di errori se ne sono fatti tanti e da ogni parte politica. Veltroni & company sicuramente hanno ideato un Pd “minestrone”, ma anche il cartello dei “sinistri” non convinceva affatto. Ora è vero che tutti devono darsi da fare, ma lor signori si accorgano (almeno ora!) dei tanti cittadini ed associazioni che hanno lavorato politicamente senza alcun riconoscimento. Che facciano un po’ di spazio a gente “nuova” (nuova per loro, naturalmente…).
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Dovrebbero concedere spazio a gente normale?Fatta eccezione per qualche candidatura di facciata,di più non sono disposti a concedere,tanto a destra che a sinistra.Il vero responsabile della sonfitta del PD, è chi lo ha lanciato in corso di esercizio del Governo Prodi,delegittimando e sacrificando quest’ultimo in nome del Leader Veltroni e del confezionato abito nuovo, che di nuovo aveva tuttavia solo il nome.






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