‘Le Orme’ segnano il passaggio a Palazzo di città
Stasera il loro concerto a Bitritto
Le nuove generazioni forse non conoscono neanche il loro nome. Eppure hanno scritto un pezzo di storia della musica italiana. Assieme alla Pfm e al Banco di mutuo soccorso, sono stati i precursori in Italia di quello che oggi comunemente viene chiamato rock progressive.
Presentato dal giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, Nicola Morisco, ieri il gruppo de Le Orme è stato ospitato nella sala consiliare del Comune di Bari dal sindaco Emiliano e dall’associazione in memoria di Mimmo Bucci. Ma soprattutto è stato accolto da una folta schiera di fan e nostalgici delle note ‘alternative’ degli anni ’70.
Oggi suonano di nuovo in tre: Michi Dei Rossi, Aldo Tagliapietra, due dei fondatori della band, e Michele Bon, che ha sostituito nel ’92 l’altra colonna storica, Tony Pagliuca. “Siamo tornati in tre, come la formazione degli anni ‘70”, ha detto al suo pubblico Tagliapietra, “sarà il destino, ma abbiamo ritrovato la stessa energia di quei tempi”.
Ai fan hanno regalato qualche chicca della loro quarantennale vita musicale. Una su tutte, la più importante probabilmente. “Nel ’72 eravamo a Londra”, ha raccontato Dei Rossi, “e andammo a sentire un gruppo non ancora famosissimo: erano i Genesis. La loro è musica è totale, globale”. Fu quella l’occasione in cui li conobbero e Phil Collins gli disse, dopo averlo ascoltato suonare la batteria, che loro due erano i migliori batteristi al mondo.
Il pomeriggio è proseguito con l’ascolto di tre dei brani più famosi de Le Orme, riadattati e cantati dall’esilarante musico-cabarettista Antonello Vannucci, e di un assolo, voce e chitarra, di Tagliapietra con "Dimmi che cos’è". Al termine, i genitori di Mimmo Bucci hanno consegnato ai musicisti un targa a nome della loro associazione. E a nome della musica, elemento indispensabile per mantenere sempre più vivo il ricordo del loro figliolo scomparso.
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