Bari, lezioni da grande squadra
Risultati e gioco permettono di fare progetti e di pensare ambiziosamente
Si impara da piccoli a diventare grandi non è solo uno slogan delle giovani marmotte, ma è soprattutto un qualcosa che oggi calza a pennello per questo Bari di Antonio Conte, che con i sette risultati utili consecutivi sta viaggiando ad una media da play off.
Si impara a diventare grandi, nel senso più giusto del termine. Grandi, perché la piazza ne ha necessità, grandi perché ormai questo Bari no ha più paura di nessuno e sa essere temibile, sia in casa che in trasferta.
La riprova sono i risultati e il modo con cui questi vengono ottenuti. La squadra timorosa ed impacciata di inizio anno ha lasciato il posto ad una compagine che sa reagire e non lasciarsi scoraggiare da incidenti di percorso, che ci possono anche stare nell’ottica di un giusto processo di crescita quale è quello che il Bari ha intrapreso da gennaio.
Un cammino di crescita che passa anche attraverso le conferme, sia quella dell’allenatore, ma anche e soprattutto quella del direttore sportivo Perinetti, che ha prolungato il suo contratto con la società sino al giugno del 2010, a voler dimostrare che un certo tipo di programmazione sta procedendo sempre con maggiore insistenza.
È chiaro comunque che l’errore più grande da evitare assolutamente è il sentirsi appagati dopo nemmeno 4 mesi; la salvezza è ormai conquistata, ma per sentirsi grandi c’è ancora bisogno di lavorare, e tanto.
Anche dalla gara con lo Spezia ci sono tanti spunti di riflessione che meritano un certo approfondimento, sia in ottica positiva che in termini di sbavature da evitare: innanzitutto, è un gran bel vedere tornare al gol gli attaccanti, perché Cavalli era a secco da Grosseto, 8 marzo, mentre Santoruvo non segnava dalla gara di Ravenna, 16 febbraio, interrompendo entrambi un digiuno che andava avanti da tanto tempo.
Conte aveva detto energicamente, alla vigilia del match, che se a fine campionato gli attaccanti non arriveranno alla doppia cifra lui in prima persona si riterrà deluso, e sembra quasi che i suoi ragazzi non abbiano voluto provocare tale e tanto dispiacere al loro condottiero.
Peccato per Ganci, la cui voglia matta di tornare al gol ne condiziona il rendimento e lo induce a sbagliare gol talvolta davvero troppo semplici per essere sbagliati, come successo in almeno due nitide occasioni nel corso della gara di sabato: il rammarico per lui è stato davvero grandissimo, ma se Conte gli permetterà di avere altre possibilità di qui sino alla fine del torneo anche lui riuscirà di sicuro a sbloccarsi e a contribuire alla causa.
L’impressione molto positiva che arriva dal campo è che ormai la squadra sa reagire molto più concretamente di quanto non avvenisse qualche tempo fa; certo occorre che qualcuno suoni la carica, e questo qualcuno è proprio il mister, che ha confessato di aver alzato un po’ la voce durante l’intervallo, proprio per evidenziare come le cose non stessero prendendola strada che avrebbero dovuto: “Ma è stata la prima volta – confessa Conte – che non mi sono arrabbiato. L’unica cosa che ho rimpro¬verato ai ragazzi è che era¬vamo troppo lenti nella ma¬novra e questo permetteva allo Spezia di difendersi in undici col risultato di trovare pochissimi spazi. Li ho invi¬tati anche ad evitare qualche preziosismo inutile”.
Effettivamente si era notato che qualcosa non stesse andando nel migliore dei modi. Sembrava quasi che la squadra avesse preso un po’ sotto gamba l’impegno, sia per l’euforia che accompagna adesso lo spogliatoio, sia per la classifica degli avversari, assai deficitaria, ma per fortuna la ripresa è stata nettamente diversa.
Buona, nel complesso, la prova della difesa, con Masiello e Blemonte che rappresentano la giusta alchimia per una retroguardia che riesce ad unire esperienza e freschezza; il difensore calabrese ha trovato una spalla ideale nell’ex genoano, che sta riscuotendo tali e tanti successi di critica che appare quasi strano come non riuscisse a trovare spazio in serie A con i grifoni.
Bene comunque per il Bari che oggi la sua maglia numero 86 sia sempre presente nella formazione titolare.
Nell’immediato dopo gara Conte ha avuto parole di elogio per tutti, ma in particolare per Bonanni e Jadid, che hanno risposto in maniera egregia ed hanno saputo permettere quel salto di qualità di cui la squadra aveva bisogno.
L’ex bresciano aveva necessità di ritrovare il ritmo partita, ed ora è sempre affidabile anche in cabina di regia, mentre per l’esterno di centrocampo pare quasi che la mano di Conte sia stata miracolosa, perché il ragazzo è chiaramente molto più tranquillo di prima e merita palcoscenici ben più prestigiosi, visti i numeri di cui dispone.
Bari – Spezia va in archivio, e inizia la preparazione verso la gara di sabato prossima che vedrà il Bari di scena a Bologna, per una gara che potrebbe valere molto in chiave futura, soprattutto per i felsinei che hanno bisogno di punti per centrare l’obiettivo della promozione diretta in serie A, ma con questo Bari non sarà poi così facile riuscire a strappare l’intera posta in palio.
Una gara da non sbagliare, per diventare grandi.
Commenti
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vogliamo la seria A l’anno prossimo.punto e basta.






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