Petruzzelli: ciò che è dei Messeni è anche dei baresi

Antonella Ardito

Ma su Corso Cavour, tra i motori, le auto impazzite e la gente in coda, campeggia la gigantografia di Ferdinando Pinto

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Una domenica con il Petruzzelli protagonista: Bari l’ha vissuta sospesa tra la giornata del FAI e la notizia dell’illegittimità dell’esproprio ai Messeni Nemagna. Francesco Garibaldi, uno degli eredi della famiglia espone le ragioni del cartello di “benvenuto” esposto sul lato di Via Cognetti: “Questo è un modo per ricordare ai baresi che il teatro è dei baresi, lo è da sempre, da quando è stato realizzato e lo è sempre stato grazie alla famiglia. Rischiava di diventare di qualcun altro con l’esproprio, invece con questa sentenza che aspettiamo di leggere si sancisce il ritorno alla legalità. Noi avevamo un accordo nel 2002 che sanciva la soddisfazione degli interessi pubblici e privati, la fine delle liti e la riapertura del teatro per il 21 novembre 2006. Le parti pubbliche non lo hanno rispettato, il governo dello stesso colore di queste parti ha votato l’esproprio, occultando le loro responsabilità. Noi oggi rientriamo su quell’accordo, che altri hanno fatto finta di poter calpestare e stracciare”. Garibaldi tiene a chiarire anche la questione dell’indennizzo, sedici milioni di euro circa: “con l’esproprio ci avevano tolto tutte le rendite possibili e immaginabili e l’indennizzo a titolo di esproprio è depositato in una banca ad un tasso dello 0,0001%, questo perché non fruttasse nulla, perché non avessimo nulla per campare, per metterci in condizioni di accettare quella somma e di desistere. Questa è stata un’azione indegna, ma possono riprenderli quei soldi, non ci hanno mai interessato”. Il pensiero di Garibaldi va anche alla Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari: “ I rapporti sono regolati dal protocollo d’intesa del 2002, voglio solo ricordare a tutti che sul Petruzzelli non si scherza e non si gioca”.

Ma oltre la querelle sulla proprietà resta la magnifica giornata che il Teatro ha vissuto, stracolmo di gente, che chiede semplicemente di essere protagonista di questa rinascita. Un vero tutto esaurito con il Maestro Paolo Lepore, capo delegazione FAI in Terra di Bari impegnato a dirigere i giovani musicisti del Conservatorio Nino Rota di Monopoli. Le migliaia di baresi che hanno fatto la coda su via Cognetti per entrare nel cuore del teatro, passeggiare nel golfo mistico e ammirare la cupola bianca e i nuovi decori dei palchi, aspettano solo di rientrare in possesso dell’istituzione Petruzzelli, della grandezza culturale che solo un “grande teatro” può garantire a Bari città Mediterranea. E’ unsentimento condiviso da abbonati storici e da giovanissimi che il Petruzzelli lo hanno visto sempre e solo bruciato e impacchettato.

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Commenti

  • aziendabari (utente non verificato)

    Se non si fosse messo in mezzo Prodi (ed Emiliano) con lo scriteriato esproprio, il Petruzzelli sarebbe già funzionante.
    E pagheremo pure i danni….

  • rasta_man (utente non verificato)

    10 anni di governo regionale, 10 anni di governo cittadino, 5 anni di governo nazionale di centrodestra ci hanno consegnato il Petruzzelli incenerito. Questi sono i fatti.
    Aziendabari dove posso leggere la sentenza??