Amtab: rilevamenti e rischio sciopero

Antonella Ardito

Uno strumento biennale per ridisegnare con accorgimenti strategici la mobilità in città

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Servizio pubblico al setaccio: sui bus Amtab sono in azione i rilevatori. Non sono i controllori che fanno la multa ma dipendenti dell’azienda coadiuvati da studenti del Politecnico di Bari regolarmente retribuiti che contano quante persone salgono alla fermata, che tipo di titolo di viaggio utilizzano e anche quanti “portoghesi” il biglietto non lo obliterano: “Ci sono due aziende, la Sisplan di Bologna e la CSST di Torino, che grazie ai 200.000 euro stanziati dal Comune stanno mettendo a punto il Piano del Traffico” spiega Antonio Decaro, assessore alla Mobilità per il capoluogo pugliese. Con i monitoraggi sarà possibile ridisegnare alcune linee, capire se è possibile abolire fermate inutili e quindi ottimizzare le risorse a disposizione per la Mobilità Made in Bari. “Abbiamo pensato anche a delle interviste motivazionali ai baresi” spiega Decaro, “per comprendere le scelte fatte dal singolo negli spostamenti casa-lavoro ma anche per capire cosa serve per offrire valide alternative all’uso dell’auto; poi stiamo analizzando i flussi di traffico non solo nel centro ma anche nelle ex frazioni”. Il piano dovrebbe essere pronto ad ottobre, ma in questi giorni tiene ancora banco la questione dello sciopero generale di sabato cinque aprile indetto da FILTCGIL e UILTUIL: i rappresentanti di queste due sigle incontreranno in giornata il Direttore Generale dell’Amtab Nunzio Lozito.

C’è un accordo che prevede premi produzione e incentivi, ma ci sono dei distinguo sul piano economico tra autisti Amtab e STM, coloro che si occupano in massima parte del servizio ai disabili. Appare comunque strana l’improvvisa alzata di scudi della CGIL e della UIL, giusto in concomitanza della scadenza elettorale e del pensionamento di alcuni dipendenti con un livello alto. Forse c’è qualcuno che ambisce a quei posti e nella logica di spartizione lobbistica da sempre molto forte in Amtab ci sono equilibri in bilico. Antonio Di Matteo, presidente dell’Azienda, si è detto sconcertato del dietrofront, anche alla luce dell’accordo presente con le altre sei sigle sindacali: “il testo che abbiamo non si tocca, abbiamo fatto grandi sforzi per garantire gli incentivi, cosa non semplice con un’azienda che seppur sulla via del risanamento resta comunque in perdita. Io a volte sono tignoso su certi argomenti, ma voglio solo che l’Amtab nel 2012, fine dell’affidamento in house, sia competitiva sul serio e non per scherzo. Non voglio per questi 800 dipendenti un caso Malpensa”.

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Commenti

  • moro27 (utente non verificato)

    LE LINEE VANNO POTENZIATE E LE FERMATE VANNO DISTRIBUITE IN MANIERA UNIFORME ABOLENDO QUELLE ECCESSIVE IN CENTRO CITTA’ E AUMENTANDOLE NELLE PERIFERIE.
    LE RISORSE ECONOMICHE SI RISPARMIEREBBERO DOTANDO L’AMTAB DI UN’OFFICINA ATTREZZATA CAPACE DI TENERE EFFICIENTI I MEZZI, E NON ACQUISTANDO PERIODICAMENTE MEZZI NUOVI A COSTI ELEVATI.

  • camell (utente non verificato)

    Il bus é sempre pieno di gente che nel 90per cento non paga il biglietto e lo usa a modello di taxi tanto non si paga. Inoltre spesso e volentieri i bus rimangono bloccati per la doppia fila.Le corsie preferenziali occupate da auto in sosta .Non bisogna dare sempre la colpa all’Amtab ma bensì a gl’incivili