Il vino pugliese in vetrina a Verona per Vinitaly 2008
Incontri, workshop e degustazioni degli oltre 1500 prodotti etnologici regionali dal 3 al 7 aprile
Centottantanove aziende su otto mila metri quadri, oltre 1500 vini e un fitto calendario di degustazioni, laboratori, incontri e workshop: tutto questo nel padiglione pugliese di Vinitaly 2008, la manifestazione etnologica veronese (dal 3 al 7 aprile) che da 42 anni offre una vetrina ai vini italiani. Anche quest’anno la nostra regione si presenterà con un ricco calendario di eventi organizzati dalla Regione Puglia (assessorato alle Risorse Agroalimentari) in collaborazione con UnionCamere, Slow Food, Movimento Turismo del Vino (Mtv) e Ais Puglia. Buyer internazionali, degustatori e appassionati del settore potranno apprezzare le prelibatezze e il gusto delle uve della nostra terra: un sapore unico e inconfondibile che permette al nostro vino di essere stimato e valorizzato non solo all’interno dei nostri confini ma in tutto il mondo. Con 25 Doc, 6 Igt e il 10% in più di aziende partecipanti rispetto al 2007, la Puglia entra di diritto nella Top Ten dei vini italiani più rinomati. Un esempio importantissimo il salentino Negramaro: nel 2007 s’è piazzato al terzo posto della classifica dei vini di denominazione più venduti nella grande distribuzione (+30,4%).
A presentare la vetrina pugliese, ieri mattina nella sede del Consiglio Regionale, il governatore della Puglia, Nichi Vendola, l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Enzo Russo, il presidente regionale dell’Unione delle Camere di Commercio, Luigi Farace, e i rappresentati di Movimento Turistico, Ais Puglia e Slow Food. Lo stand permetterà ad appassionati e amanti del ‘nettare degli Dei’ di fare un percorso completo, dal Salento al Sub Appennino Dauno, passando per la Terra Jonica, Messapica fino alla Murgia Barese. Una passeggiata virtuale solo negli spostamenti ma reale nelle degustazioni. Non solo vino, quindi: la vetrina permetterà ai visitatori di poter abbinare il gusto di un malvasia bianco (per esempio) al sapore sicuro del pane pugliese, o dei salumi e formaggi. E poi, avete mai provato ad abbinare la polenta ad un vino made in Puglia? Ebbene, sarà possibile fare anche questo durante i Laboratori del Gusto organizzati nel padiglione per l’occasione. L’Ais Puglia (Associazione Italiana Sommelier) gestirà oltre 400 etichette di nostri vini abbinandoli in maniera adeguata con i sapori tutti italiani. Il vino, poi, come gioielli: la Mtv, infatti, metterà in teche di vetro 6 dei nostri vini ‘autoctoni’, un modo per sottolineare il segno culturale della nostra identità. “Dal 1996 al 2008 siamo passati da 10 a 189 aziende”, ha evidenziato il presidente di UnionCamere Farace. “Questo vuol dire che l’identità del vino pugliese sta crescendo esponenzialmente. Abbiamo un contatto diretto con le aziende del settore e apprezziamo la loro capacità energica di associazionismo. I viticoltori hanno imparato ad apprezzare la qualità, piuttosto che la quantità. L’export cresce e non possiamo che esserne fieri”. E proprio di qualità parla anche l’assessore Russo: “Il nostro prodotto è naturale. Noi lo tuteliamo e lo salvaguardiamo. Non ci interessa la quantità. I nostri viticoltori hanno detto ‘No’ ad additivi e conservanti. Siamo l’unica regione a non aver accettato l’arricchimento del prodotto e ciò, a suo tempo, decretò anche non poche polemiche”. Poi da Russo qualche numero: “Sui 1500 vini pugliesi, 20 hanno ottenuto le menzioni di merito per l’anno 2007. Due vini salentini sono nella Top Ten dei vini meridionali e nazionali. La Regione Puglia si sente molto impegnata non solo nella rappresentazione del prodotto ma anche nel tutelare tutta la filiera che è alle spalle di una semplice e unica bottiglia di vino. L’esportazione è aumentata del 4% nel 2007”. “Fare sistema”: questo il monito del presidente della Regione Vendola: “solo in questo modo”, dice, “potremmo far si che il nostro vino diventi forte sul mercato. Dobbiamo costruire strategie che tutelino la qualità. Più cresce il sistema, più si guadagna nei mercati internazionali. Il settore sarà in grado di crescere anche senza gli ammortizzatori sociali”. Il presidente poi evidenzia un tratto importante: “Questa non è la ‘fiera della vanità’ ma mostriamo al mondo come anche noi siamo capaci di fare sistema senza spaventarci della globalizzazione economica che incombe. Auspichiamo e ci aspettiamo un grande successo di critica. Rilanciamo in questo modo uno dei settori guida per l’economia locale e nazionale”.
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