Sandro Frisullo ammonisce Confcommercio
L’assessore allo sviluppo economico regionale spiega dove finisce la sua responsabilità sulla querelle della Legge 11/2003
Arriva in corsa da Foggia Sandro Frisullo, numero due della giunta regionale pugliese e oggetto in questi giorni degli strali delle associazioni di commercianti, sul piede di guerra per le modifiche improvvise attuate dalla IV Commissione consiliare sulla Legge 11/2003: la cosa certa però è che Confcommercio e Confesercenti hanno ottenuto il rinvio a dopo le elezioni politiche della discussione del tema in consiglio. “Sentiti Nichi Vendola, Pietro Pepe e il presidente della IV Commissione abbiamo rinviato il tema al primo consiglio utile dopo il 14 aprile”. Vinta la battaglia ma non la guerra: ora c’è spazio per trovare una mediazione con la commissione presieduta da Dario Stefano (PD) e per riportare in auge il testo sul quale hanno lavorato insieme Frisullo e le associazioni di categoria: ma l’assessore allo sviluppo economico spiega come non ha gradito il tiro incrociato sulla giunta Vendola, con tanto di manifesto “la Regione spegne il Commercio” quando la rottura è avvenuta in seguito agli emendamenti proposti in commissione consiliare. “Io devo difendere il mio operato e quello della giunta regionale, che ha messo mano alle manchevolezze della Legge 11/2003, che ha messo ordine nelle aree integrate commerciali, bloccato per tre anni le autorizzazioni alla costruzione di nuovi ipermercati d’intesa con le opposizioni e destinato 55 milioni di euro in due anni alle piccole imprese commerciali. Non c’è niente di più falso nel dire che siamo contro i commercianti”.
Frisullo sciorina poi dati relativi alla grande distribuzione, che l’Ipres come previsto dalla legge ha studiato per dare degli strumenti di pianificazione futura: “Ora noi non possiamo più bloccare i nuovi insediamenti della grande distribuzione, ma a partire dal 31 luglio dobbiamo regolarli, e possiamo farlo, rallentandoli, perché l’Ipres ci dice che siamo in media con il dato nazionale, mentre dobbiamo aumentare la media taglia del comparto alimentare, cioè quei supermercati fino a 2.500 mq. Questo dato mette in evidenza la mancanza dei piani commerciali nei comuni, mentre sul fronte del no food il dato del 27% segnala un deficit di offerta commerciale”.
Sandro Frisullo con Pietro Trabace, dirigente del settore commercio dell’assessorato, mette in evidenza come 10 sigle di associazioni dei consumatori stanno dalla parte della Legge preparata dal governo regionale, che sulle domeniche shopping prevede per le città “turistiche” il sempre aperto da maggio a settembre (mentre in commissione si anticipa a marzo), più il mese di dicembre e una domenica al mese nel resto dell’anno secondo una calendarizzazione demandata ai sindaci (passando dalle attuali 26/28 domeniche alle effettive 33/35). Nelle altre città a statuto normale si passa da 8 a 12 domeniche all’anno di apertura straordinaria. “In Lombardia e nel Lazio i negozi sono aperti anche di notte” conclude Frisullo, amareggiato dell’attacco frontale dei commercianti e stupito della dichiarazione della Poli Bortone, “che mai in precedenza aveva proferito parola sul tema”.
In questi quindici giorni forse verrà a galla una soluzione: ma non sarà semplice colmare l’abisso tra i commercianti abituati a svolgere un loro ruolo nelle città e i colossi della grande distribuzione che ormai viaggiano con tempi raddoppiati. Entrambi hanno un peso politico, portano voti, sono attori dello "sviluppo"…ma pare che il tempo del dialogo vero, al servizio dei tanti pugliesi che ci pensano mille volte prima di spendere, sia in negozio che all’iper, sembra non arrivare mai.
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