Concluso l’interrogatorio a Milo Djukanovic

Antonio Scotti

Il premier montenegrino è accusato di aver preso parte al traffico internazionale del contrabbando di sigarette

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Si è concluso in tarda serata l’interrogatorio dei pubblici ministeri inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Giuseppe Sclesi e Eugenia Pentassuglia, al primo ministro montenegrino Milo Djukanovic. Il premier slavo è indagato nell’ambito di un’inchiesta sul contrabbando internazionale di sigarette. Il palazzo di giustizia di via Nazariantz è stato interdetto all’ingresso dei giornalisti. A Djukanovic venne notificato nel giugno 2007 l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per contestazioni che fanno riferimento al periodo compreso tra il 1994 e il 2002.
Secondo quanto appreso, sembra che sia stato lo stesso primo ministro a voler essere ascoltato dai pubblici ministeri. 

Per l’accusa, Djukanovic pare abbia preso parte al traffico internazionale del contrabbando di sigarette, concedendo allo svizzero Franco Della Torre la licenza per importare in Montenegro tabacchi. "Bionde" che sarebbero poi state trasportate in Italia attraverso gli scafi blu e mediante l’ausilio della società a partecipazione pubblica montenegrina “Zeta Trans”. A ciò si aggiunge che, sempre grazie la collaborazione di Milo Djukanovic, i contrabbandieri abbiano potuto attraccare i loro scafi in alcuni porti montenegrini.

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