Randagismo, Anna Dalfino: “Lo ripeto da tempo: il fenomeno ci sta sfuggendo di mano”
Dopo la mancata tragedia di sabato mattina a Largo 2 Giugno, Anna Dalfino chiede di accelerare i tempi per la realizzazione del canile municipale e dei quattro rifugi
Purtroppo ciò che da me era stato previsto da tempo si sta verificando e cioè che il fenomeno del “RANDAGISMO” ci sta sfuggendo di mano, così come dichiarato dallo stesso dott. Gianni Neve, responsabile dell’Unità operativa di prevenzione del randagismo dell’Asl Bari, a proposito dell’aggressione di sabato 22 marzo a Largo 2 Giugno da parte di un branco di cani randagi nei confronti di una ragazza che correva intorno al parco alle 6.30 del mattino. Grazie all’intervento di un dipendente della Multiservizi che a quell’ora stava aprendo il parco si è scongiurata una vera tragedia. Proprio come quella accaduta ad Adelfia, che ha visto un povero agricoltore sbranato da un branco di cani randagi.
Purtroppo né la Regione Puglia né il Comune di Bari a tutt’oggi hanno percepito la gravità del fenomeno Randagismo. La Regione Puglia col supporto della commissione randagismo ha emanato una modifica alla legge regionale 12/95, e cioè la legge 26/2006, la quale riduce a 200 i cani da ospitare nei canili/rifugio e quindi alla diminuzione automatica del numero elevato dei cani ospitati nei canili privati e pubblici, senza peraltro prevedere un’alternativa, dato che è stata bloccata la cattura degli animali da parte del servizio veterinario dell’Asl Bari, se non quella dei cani dichiarati morsicatori.
Questa legge che ha naturalmente creato confusione da parte degli organi di settore doveva far sì che i Comuni si attivassero a costruire canili singoli o consortili per dare la possibilità ai tecnici (accalappiacani) dell’Asl Bari di continuare a catturare i cani che naturalmente in questo frattempo sono aumentati a dismisura.
Il programma della sterilizzazione dei randagi, partito sin dal 2006 per opera del mio Ufficio dei Diritti degli animali con i fondi del Peg del Sindaco e realizzato per ora in convenzione con l’Università di Medicina veterinaria di Valenzano, in attesa che il servizio dell’Asl parta, come per legge, è cominciato (con la successiva immissione nel territorio – legge 26/2006), con fondi stanziati nel 2007 dalla Regione Puglia.
Il Comune di Bari nel frattempo, dopo il tragico episodio di Adelfia, ha convocato due conferenze dei sindaci della Provincia di Bari. La prima è stata convocata nella Sala consiliare del Comune di Bari, e dopo varie dichiarazioni da parte dei sindaci della provincia di Bari, ho inserito la mia, in cui chiedevo (mantenendo ovviamente la diminuzione a 200 dei cani nei canili privati) di aumentarne il numero la capienza di animali nei canili pubblici per avere così la possibilità di intervento sul territorio da parte del servizio veterinario della Asl di cattura dei randagi ed evitare così pericoli all’incolumità pubblica.
La seconda riunione, presso la Regione Puglia, ha visto l’intervento dell’Assessore Tedesco, il quale prese in considerazione la mia proposta di aumento dei cani nei canili pubblici, successivamente approvata dalla Giunta regionale. Tale vittoria ci fa sperare che agli animali venga restituita la dignità attraverso il lavoro delle associazioni, che nei rapporti convenzionali Comuni-soggetti privati sono state completamente ignorate ed estromesse, cosa assolutamente contro legge (legge 12/95 e circolare n. 5 del Ministro Veronesi, che vede in priorità la presenza delle associazioni nei regimi convenzionali).
Quindi, dopo tutti questi preamboli, mi permetto di consigliare al Comune di Bari di accelerare i tempi sia al riguardo del canile comunale, aumentandone il numero dei rifugi (Art. 41 l. reg. 26/2006), sia per i quattro rifugi da affidare alle associazioni, che ne hanno pieno “diritto”, così come dichiarato dall’Assessore Maugeri, con un impegno di spesa di 700.000 euro, anche se con un ritardo di cinque anni e malgrado una sentenza del TAR Puglia (8 gennaio 2003), vinta dalla mia associazione l’ACA Onlus, della quale sono stata legale rappresentante fino al 2005 e da cui mi sono dimessa per conflitto di interessi per il ruolo di titolare dell’Ufficio Diritti degli animali.
Commenti
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mi vergogno di essere cittadina barese, il suo ufficio comporta un ulteriore spesa nelle nostre tasche senza che lei faccia niente. Diritto degli animali: un pitbull di 2 anni soppresso perchè definito morsicatore. Dov’era lei e le associazioni animaliste di Bari???? E comunque nella città si trovano ancora cani abbandonati, il denaro pubblico lo spenda per una campagna di sensibilizzazione, non per il suo ufficio!!!!!






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