La lavagna tattica di Messina-Bari

Calci da fermo ancora decisivi
Partita tutt’altro che bella quella tra Messina e Bari, infiammatasi solo nella ripresa e in particolar modo in un finale davvero al cardiopalmo. Una vittoria arrivata nelle battute finali in ossequio al credo calcistico di Antonio Conte, secondo il quale bisogna crederci sino alla fine.
Un successo targato – manco a dirlo – Davide Lanzafame, ma figlio anche delle indovinate scelte tattiche del mister, abile nell’inserire prima il rabbioso Santoruvo e poi l’ex Samb Desideri, entrambi protagonisti in occasione delle due marcature biancorosse.
A non funzionare è stato invece l’esperimento tentato di Jadid come seconda punta, corretto saggiamente da Conte già intorno al quarto d’ora del primo tempo.
Bari favorito ad onor del vero anche dall’atteggiamento troppo prudente di Nello Di Costanzo, che partiva con il solo Biancolino di punta. E in effetti era solo con l’ingresso dell’altra punta Moro che il Messina si rendeva pericoloso, prima sfiorando un goal e poi ristabilendo momentaneamente in equilibrio il match.
Quarto risultato utile consecutivo per il Bari, nel secondo tempo, dal momento dell’ingresso in campo di Rajcic, addirittura schierato col 4-3-3 con Jadid e Lanzafame ai lati di Santoruvo.
Goal ancora una volta giunto su calcio da fermo. Con la rete di Lanzafame di ieri, infatti, è la quinta volta nella gestione Conte che il Bari segna su palla inattiva, dopo le reti siglate contro l’Avellino, due volte il Chiedo e il Ravenna.
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