Come le altre, anche “Questa notte è ancora nostra”
Sicuramente simpatico, per niente volgare, ma poco originale
A quanto pare il cinema italiano è sempre più legato a storie giovanili, abbastanza futili, comuni, e spregiudicatamente dal lieto fine, ovviamente più che prevedibile. Ecco che dopo “Notte prima degli esami”, uno e due, e tutto il filone targato Moccia e simili, arriva sul grande schermo “Questa notte è ancora nostra”, presentato ieri sera nella sala del Warner Village di Casamassima e da oggi nelle sale cinematografiche baresi.
Sembrerebbe un omaggio ad Antonello Venditti, ma invece il cantautore romano non c’entra nulla.
Questa volta è il turno di un venticinquenne, Massimo (interpretato da Nicolas Vaporidis) che, assieme ad Andrea (Massimiliano Bruno) suo amico di sempre, di giorno fa il “beccamorto” e di notte suona in un gruppo rock. Per il contratto con una casa discografica devono trovare una cantante cinese. La scelta ricade su Jing (la bella Valentina Izumì) cinese di origine, ma in realtà romanaccia fino al midollo, la quale però proprio non ne vuol sapere.
A questo punto, Massimo sarà costretto a corteggiarla per riuscire a convincerla ma, ovviamente, tra i due nascerà l’amore, quello vero.
L’idea non sarebbe malvagia; si accende un riflettore sulla situazione di quei cinesi che vivono in Italia, mettendo in risalto i pregiudizi nei loro confronti e le relative difficoltà d’adattamento sociale e culturale. Il discorso viene approfondito per quel che riguarda il rapporto tra i giovani. Vaporidis ha ben specificato come la realtà dell’intercultura riguardi soprattutto i giovani. È questo un fenomeno che sta prendendo sempre più piede e che quindi la gente di questa generazione sta vedendo svilupparsi, vivendolo giorno per giorno.
Tuttavia, a ben vedere, ne viene fuori un ritratto tutt’altro che fedele. Fa davvero strano assistere ad una festa di famiglia in cui i cinesi si divertono a cantare canzoni italiane, anzi prettamente romane, usando la loro lingua madre solo e soltanto per discutere di situazioni private e poco etiche.
Ma forse questo è il male minore.
A detta degli attori, il tutto è casuale ma in “Questa notte è ancora nostra” si assiste ad un vero e proprio Zibaldone cinematografico. La bella cinese si ritrova a fare un bagno notturno in una fontana di Roma, che non è però quella di Trevi usata dal Fellini</strong>; durante una cena in cui viene presentato il nuovo fidanzato italiano, la ragazza disgustata dai commenti razzisti della sua famiglia esce di casa sbattendo la porta, esattamente come in “Dragon: la vera storia di Bruce Lee”</strong>; ma sembra che i registi Paolo Genovese e Luca Miniero abbiano voluto omaggiare anche il Quentin Tarantino di “Kill Bill”, Carlo Verdone, “Le comiche” del duo Pozzetto-Villaggio, e potremmo proseguire. Francamente è davvero troppo per parlare di coincidenze.
Il risultato è un film decisamente poco originale sia sul piano tematico sia su quello tecnico, che si gioca l’approvazione del pubblico solo per la comicità.
Infatti, si ride per tutti i 98 minuti di proiezione. Il gioco degli equivoci riesce bene, anche se talvolta appare abbastanza forzato tanto da cadere nel grottesco, e le situazioni comiche quali le scene dei funerali oppure le improbabili manovre di abbordaggio del divertente Andrea, riescono a far divertire senza scadere nel volgare.
Poco originale, ma almeno non volgare. Ancora un film per un pubblico giovane, troppo giovane, scontato, prevedibile, in cui si capisce perfettamente il finale dopo i primi quindici minuti, che punta sul fascino del Vaporidis e sulla comicità di Bruno, e che lascia uno spettatore un po’ più grande d’età con una sensazione di divertimento fine a se stesso, come quei vini che sanno di tappo, senza retrogusto e aromi magici che invitano ad una seconda sorsata.
Commenti
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SIMPATICA E LEGGERA LOVE STORY MA RISENTE TROPPO DELLA CO-PRODUZIONE DISNEYANA…IL FINALE FAVOLISTICO è TROPPO..CAVOLO, DOV’è IL MICROFONO!!!???






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